FOCUS – Covid: lo sport resta ancora al palo, senza Ministro e con tanta incertezza

Anna Ammanniti
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(di Anna Ammanniti) La pandemia ha “rubato” parecchie cosa alla vita, ha cambiato le abitudini, modificato i comportamenti. In particolar modo il Covid, oltre a seminare morte e malattia, ha privato al corpo e anche alla mente di fare attività sportiva.

Ci sono milioni di motivi per fare attività fisica, oltre a tenersi in forma fisicamente, lo sport fa sentire incredibilmente bene anche e soprattutto a livello mentale. Fermo al palo dal mese di ottobre, dove c’era arrivato anche a singhiozzi, lo sport in tutte le sue forme, non è ancora ripartito. Si attendeva con ansia il nuovo ministro o sottosegretario allo Sport, si aspettava un nuovo Dpcm con indennizzi per far respirare le tante attività, c’era speranza nel veder riaperte le strutture sportive, ma è ancora una volta lo sport a restare in attesa. Queste le parole piene di amarezza del presidente OSR, Maurizio Noli. “Lo sport alle corde! BASTA CON QUESTA AGONIA! Si attendeva con trepidazione la nomina di un Ministro dello Sport, si auspicava una figura tecnica capace di mettere mano e cercare soluzioni per permettere ad un settore in agonia di poter ripartire. Così non è stato, nessuna nomina, il Governo a ben pensato di lasciare questo fondamentale settore allo sbaraglio, di fatto si è consumato l’ennesimo sopruso nei confronti dei cittadini dello Sport. Le speranze che tutti gli operatori sportivi riponevano nella nuova figura del presidente del Consiglio, vanno lentamente ad affievolirsi. Il non aver nominato un sottosegretario responsabile del settore, lascia forti perplessità e dubbi sulle capacità di arginare un’emorragia che sembra destinata a non lasciare feriti. In questi giorni si attendeva con ansia un Decreto che desse economicamente respiro alle attività, che ricordo ormai da dicembre non sono state risarcite. Parlo di risarcimento e non di ristoro perché, l’aver deciso, arbitrariamente, la chiusura delle strutture sportive ha comportato e comporterà perdite difficilmente appianabili se non con prese di posizione e incentivi economici che ad oggi non sono state minimamente nominate. Come presidente di OSR, mi auspico che il Governo voglia prendere in considerazione la prospettiva di riunire le parti sociali, definire le criticità in essere, e ragionare in un tavolo tecnico sulle possibili soluzioni. A tutto questo poi si aggiunge l’attesa della definizione di un ricorso, presentato al TAR del Lazio, discusso in data 24 febbraio, nel quale si chiede, definendone le motivazioni, l’immediata riapertura delle strutture in quanto il DPCM è assente dei presupposti costituzionali. Il popolo sportivo rimane civilmente al proprio posto, speranzosi che si possa assistere finalmente a decisioni governative capaci di riprogrammarne il futuro, con una Riforma mai attuata, al quale va dato seguito entro il 28 febbraio ma di cui nessuno parla. Il nostro mondo urge di figure tecniche capaci di definirne i percorsi, il voler ritardare decisioni e aiuti, il non programmare una seria ripresa rischia di conclamarne definitivamente la morte. OSR ha sempre sostenuto i collaboratori sportivi e i proprietari delle strutture, rammento che molti di loro, da più di sei mesi non hanno avuto, per i motivi più disparati, aiuti di stato. Con molta compostezza questo settore ha cercato su tutti i fronti, anche medico scientifici, di far comprendere l’importanza dello sport per la salute pubblica, abbiamo ribadito la necessità di una rapida ripartenza che potrebbe favorire in termini economici anche le casse dello Stato. Sembra che nessuno voglia riconoscere in Italia l’importanza di questo settore, un Governo che si definisce Europeista mette in secondo piano un mondo che da sempre è stato capace di integrare e unire popoli da ogni parte del mondo, curando e educando i giovani, trasmettendo i veri valori della vita. Un comparto volutamente diviso, forse per convenienza, dove gli interessi economici, sembra che abbiano preso ormai il sopravvento. Spero che questo mondo possa rinascere dalle proprie ceneri, e che tutti gli appartenenti a questo mondo riescano a riunire le file, per poter finalmente far sentire la propria voce nelle sedi istituzionali. Al presidente del Consiglio che ad oggi va la delega allo Sport, vanno le nostre istanze, siamo noi in rianimazione, lo Sport e vita, cultura e benessere senza decisioni programmatiche i colori dello Sport saranno destinati a sparire e il settore non potrà riprendersi destinato ad un buio dal quale difficilmente si potranno vedere spiragli di luce. BASTA CON QUESTA AGONIA!” Anna Ammanniti
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