Inevitabili i disagi agli oltre mille mutuati, molti dei quali anziani. I controlli dei Nas di Latina avrebbero stabilito che il lavoro di medicina di base non è compatibile con la libera professione che il medico esercitava nello stesso ambulatorio, in orari differenti.
Stando infatti all’accusa, il dottore effettuava fuori dall’orario stabilito, la libera professione dimenticando di comunicarlo alla Asl. Alla fine il sindaco Roberto De Vellis è stato costretto a dare esecuzione alla sospensione dello studio medico, come indicato dai Nas. Niente però è stato fatto per evitare il trasferimento del professionista in un altro comune. A farsi portavoce della protesta di tanti cittadini è il locale circolo dem. ‘Il sindaco ha ordinato la chiusura dello studio medico in questione -scrivono in una lettera- costringendo 1400 pazienti a recarsi a Ripi, dove il dottore si è trasferito presso lo studio di un collega, per non interrompere il proprio servizio pubblico che è fondamentale. Con la sua ordinanza, il sindaco ha dato seguito a quanto stabilito dai Nas di Latina che, dopo un’indagine, hanno contestato al medico l’incompatibilità tra l’attività di medico di base e l’esercizio della libera professione, svolti nello stesso ambulatorio ma in orari diversi. A nostro avviso, il sindaco in qualità di massima autorità sanitaria e in periodo di pandemia, avrebbe avuto l’obbligo di trovare una soluzione alternativa, così da evitare i gravi disagi alla cittadinanza. Il sindaco avrebbe almeno potuto vietare solo la libera professione, ma comtinuare la medicina di base. Non è forse questa interruzione di un pubblico servizio? Senza voler entrare nel merito delle indagini, diciamo che sarebbe grave se fosse stata sollecitata da qualcuno per risentimento personale, che nulla ha a che fare con l’interesse e la salute pubblica’.
