FOCUS – Covid: preoccupa la variante inglese, cosa fare e come proteggersi

Anna Ammanniti
4 MIn Lettura
(di Anna Ammanniti) Sono state identificate diverse varianti del Coronavirus, a destare particolare preoccupazione però è la variante inglese, con possibilità di contagiare superiore dal 30 al 50% ed è potenzialmente più pericolosa. Mentre quella brasiliana e sudafricana ridurrebbero l’effetto del vaccino.

La variante inglese ha fatto il suo ingresso lo scorso dicembre, quando in Gran Bretagna si è registrato un incremento dei casi di infezione da Covid. La variante è una mutazione di tutti i virus non solo del Covid, avviene quando intervengono fattori esterni come può essere il vaccino. La variante inglese preoccupa gli esperti perché presenta caratteristiche che possono aumentare la capacità di contagio del Covid e anche la possibile gravità del quadro causato, inoltre potenzialmente potrebbe essere anche più letale, avendo una carica virale più elevata. Si manifesta anche nelle fasce di età più giovani e nei bambini con sintomi, a differenza del ceppo principale. In Italia sta progressivamente sostituendo il ceppo originale nel determinare l’infezione, è essenziale monitorare la situazione e velocizzare la vaccinazione su larga scala. Tra due settimane gli esperti prevedono che questa variante abbia il suo exploit su tutta la penisola. In questi giorni gli scienziati, i virologi e i medici insistono sulla prevenzione e l’adozione di misure di mitigazione. Ci sono a disposizione due settimane per evitare il peggio. Velocizzare la campagna di vaccinazione soprattutto delle persone maggiormente a rischio, adottare la scelta di un lockdown generalizzato oppure rivedere i parametri dei sistemi a colori delle fasce e isolare urgentemente quei territori in cui i contagi stanno già aumentando sensibilmente. Uno dei primi a lanciare l’allarme sulle varianti del Coronavirus è stato il prof. Massimo Galli primario infettivologo all’ospedale Sacco di Milano. Il reparto è pieno di casi di Covid mutato. “Mi ritrovo il mio reparto invaso da nuove varianti e questo riguarda tutta l’Italia e fa facilmente prevedere che a breve avremo problemi più seri. Non ce le siamo inventate noi le varianti, ci sono e sono più contagiose. Hanno più facilità a diffondersi in situazioni non sicure. Non è che possiamo metterci a un tavolo e fare una trattativa col virus.” Secondo dati scientifici elaborati nel Regno Unito, la variante inglese non solo è più contagiosa del 50%, ma anche più letale del 20/30%. Quindi uccide di più. Questa è la questione principale che preoccupa il consigliere scientifico del ministro della salute Roberto Speranza Walter Ricciardi. Con una nuova circolare il Ministero della Salute ha invitato a monitorare le nuove varianti sui test antigenici. La variante inglese e brasiliana, quelle che presentano diverse mutazioni nella proteina Spike, non dovrebbero in teoria causare problemi ai test antigenici in quanto rilevano la proteina N. Tuttavia è da tenere presente che anche per la proteina N stanno emergendo mutazioni che devono essere monitorate attentamente per valutare una possibile influenza sui test. Inoltre per la prima volta in Italia è stata individuata un’altra variante del Covid. La variante si chiama B.1.525. ed è stata individuata a Napoli dall’Istituto Pascale e Federico II. Un professionista di ritorno da un viaggio in Africa è risultato positivo al tampone ed è scattato il tracciamento dei contatti. Finora sono stati individuati 32 casi in Gran Bretagna, pochi in Nigeria, Danimarca e Stati Uniti. Anna Ammanniti
Condividi questo articolo
Nessun commento