Edda Pesoli, 90 primavere segnate dalla sofferenza e dal sacrificio, ha serie difficoltà deambulatorie, e riesce a sentirsi “per strada” guardando dal balcone di casa le persone che passano.
Edda abita in Via Case Nuove; figli e nipoti la vanno a trovare spesso, ma non sa stare senza guardare la vecchia fontanella ed il forno di Cimarello. Rivolge, attraverso queste colonne, un accorato appello al sindaco Daniele Natalia; riportiamo le sue parole in simpatico dialetto: “Danie’, nte so mai chiesto gnente, ma stavota te vojo disturba’. Azzicatro, cu la primavera, recrescino le foje alla spinacacia sotto casa, i ne’ scerno più gnente! Pe’ piacere, fa taja i cacchi più ardi, armeno quando m’assetto a ju balcone o m’approno alla finestra posso vede’ chi passa!”. Tradotto: “Daniele, non ti ho mai disturbato, stavolta lo faccio. Con la imminente primavera cresceranno rami e foglie alla grossa acacia sotto casa, ed il fogliame mi impedirà la vista della strada. Neppure stando al balcone o alla finestra potrò più vedere le persone che passano. Per favore, intervieni!”. La parola, ed i forbicioni, al primo cittadino. Jackal
