Uno studio tra i primi effettuati su tutto il territorio nazionale dai dottori dell’associazione Medici di Famiglia per l’Ambiente di Frosinone e Provincia, riguardante il decorso clinico dei pazienti post Covid del Comune di Anagni.

È stato completato il I step osservazionale nei confronti di
22 pazienti risultati malati di Covid 19 durante la prima fase pandemica, nel periodo quindi tra febbraio-maggio 2020. Lo studio è stato realizzato con la collaborazione dell’amministrazione comunale e di BancAnagni, seguendo l’impronta dei dettami della British Toracic Society e ha permesso di determinare
il follow up respiratorio dei pazienti. Una valutazione a medio e lungo termine delle sequele della malattia Covid-19, secondaria all’infezione da Sars-CoV2. I medici incaricati, terminata ormai da tempo l’osservazione a distanza di circa 12 settimane dalla dimissione ospedaliera o dalla dichiarata guarigione, hanno avviato il II STEP osservazionale previsto per il follow-up nel medio termine, con programmazione di completamento futuro attraverso l’attuazione del III STEP ad un anno dalla prima valutazione. Questi i risultati dello studio realizzato, i commenti sono a cura della dott.ssa
Teresa Petricca, pneumologo e responsabile scientifico associazione Medici Ambiente e del dott.
Antonio Necci, MMG e referente per Anagni associazione Medici Ambiente.
“A parte le conseguenze possibili a carico di altri organi, a proposito di polmoni, “la fibrosi polmonare” sta costituendo una sfida del post-Covid. È pertanto indispensabile a scopo preventivo rispetto la possibile evoluzione in fibrosi e quindi verso l’insufficienza respiratoria cronica, il controllo dei pazienti ed il trattamento, laddove giudicato necessario, con terapia farmacologica e/o riabilitativa. Il tema delle conseguenze del COVID-19 emerge proprio con l’osservazione dei pazienti rientrati nella quotidianità dopo la malattia, a negatività virale avvenuta, nella fase cosiddetta di “guarigione dalla Covid 19”. L’obiettivo è stato ed è: valutare con follow-up le conseguenze a medio e lungo termine della malattia da Sars-CoV2 nei pazienti di Anagni, che hanno contratto la malattia durante i primi mesi della prima fase di pandemia, riproponendo il percorso indicato dalle primitive osservazioni dei sanitari cinesi secondo i dettami della BTS.” Sono stati visitati 22 pazienti, di cui 8 donne e 14 uomini di età media 54.3 anni. I pazienti nella maggior parte dei casi sono stati visitati a domicilio, il restante presso lo studio medico del dott. Antonio Necci. Sono stati effettuati ad ogni paziente
l’anamnesi, l’esame obiettivo, la spirometria, la saturimetria e l’ecografia toracica.
Sono state impegnate nelle visite a domicilio le dottoresse
Teresa Petricca e
Rosalba Cipriani, rispettivamente pneumologo internista ed endocrinologa. Sono stati effettuati 12 test sierologici su 22 pazienti. Dieci pazienti non si sono presentati a fare il test sierologico. Sono stati effettuati gli esami sierologici per un totale di 105 prestazioni. Hanno interessato i pazienti in studio osservazionale, i familiari e/o conviventi, i soggetti con rapporti stretti e continuativi con i pazienti e i casi controllo. L’ecografia toracica è stata eseguita su tutti i pazienti a prescindere dalla persistenza o presenza dei sintomi respiratori post Covid. L’ ecografia ha consentito di non accedere alla metodica Tac Torace in Alta Risoluzione (HRTC) con netto risparmio dell’esposizione all’irraggiamento dei pazienti studiati.
“Per la possibilità della metodica ecografica di consentire la visualizzazione di lesioni periferiche submantellari polmonari, quali le lesioni interstiziali da Sars-CoV2, è stato possibile, in osservanza alle linee guida della BTPS, limitare l’uso della HRTC Polmonare metodica di imaging, ripetiamo, fortemente espositiva all’irraggiamento. Quest’ultima si è inteso riservarla ai casi con evidente anormalità alla Radiografia Standard del torace e/o con peggioramento patologico del paziente, consentendo, peraltro, di ridurre il carico lavorativo delle radiologie pubbliche, già fortemente impegnate durante la pandemia. Lo studio è stato tra i primi in Italia rispetto ad altri simili e al momento dell’effettuazione non ha trovato analoghi in letteratura. È stato previsto di riservare l’Angio Tc polmonare a coloro che, dopo 12 settimane dalla dimissione, avessero manifestato segni di PVD (Pulmonary Vascular Disease), ma in realtà ciò non si è reso necessario nei nostri osservati.”
Dallo studio è emerso che all’atto della visita, 11 pazienti ovvero il 50% degli osservati, non lamentava più sintomi. Nel rimanente 50% sintomi di prevalenza erano rappresentati da: malessere generale, astenia e difficoltà respiratoria prevalentemente da sforzo e di diversa entità. Nessun paziente manifestava disturbi cardiologici, gastroenterologici, neurologici. I pazienti con impegno ecografico da moderato a grave sono risultati 11. di questi 11 pazienti 10 pari al 45% dei 22 in esame, hanno mostrato un’alterazione ecografica di grado moderato; 1 paziente, pari al 5% degli esaminati, ha mostrato un’alterazione ecografica di grado grave. La distribuzione delle alterazioni spirometriche nei 10 pazienti con un’alterazione ecografica di grado moderato distinte in ostruttive e restrittive sono state con ostruzione grave nel 50% dei pazienti e quindi 5 pazienti su 10, mentre con ostruzione lieve moderata e lieve nel 30% dei pazienti quindi in 2 pazienti in forma lieve moderata e in un paziente in forma lieve. Mentre le alterazioni restrittive sono state lievi nel 20% dei pazienti, perciò in 2 pazienti. L’ unico paziente con impegno ecografico grave, ha presentato un’ostruzione grave. “Se consideriamo i dati solo rispetto le alterazioni funzionali ventilatorie rilevate dalla spirometria, descriviamo sui 22 pazienti in osservazione al I° STEP:
- N ° 7 Spirometrie Normali
- N° 15 Spirometrie Patologiche di cui:
- n° 12 di tipo Ostruttivo così distribuite:
- 25% con Ostruzione Lieve (3 pz sui 12 ostruiti)
- 25% con Ostruzione Lieve Media (3 pz sui 12 ostruiti)
- 50% con Ostruzione Grave (6 pz sui 12 ostruiti)
- n° 2 di tipo Restrittivo così distribuite:
- 6,6% con Restrizione di grado Lieve (1 pz sui 15 con PFR patologiche)
- 6,6% con Restrizione di grado Lieve Medio (1 pz sui 15 con PFR patologiche)
- n° 1 di tipo Misto (Ostruttivo-Restrittivo):
- 6,6% con disturbo misto di grado Lieve –Medio (1 pz sui 15 con PFR patologiche)
Concludendo: L’ 80 % dei 15 pazienti con spirometrie patologiche presenta un quadro OSTRUTTIVO; mentre il 20% dei 15 pazienti con spirometrie patologiche presenta un quadro RESTRITTIVO. I
risultati dell’esame sierologico post Covid-19 su 12 pazienti:
- Il 75% dei pazienti ha mostrato siero conversione
- Il 25% (3 pz sui 12 esaminati) non ha sieroconvertito.
Da precisare che dei 3 pazienti negativi, 1 pz presentava grave interessamento ecografico e spirometrico; 1 pz presentava una ostruzione grave in assenza di alterazione ecografica toracica; 1 paziente non presentava alterazione ecografica toracica, né spirometrica.”
Anna Ammanniti