Lo scienziato Cassinate, Giovanni Ferraiolo in una lettera struggente e piena di significato replica a quanto inviato tramite mail come rettifica a mezzo stampa dalla sorella Josephine (clicca qui).
La vicenda che vede come protagonista il medico biologo affetto da sclerosi multipla scaturisce da una diatriba familiare legata a questioni ereditarie. “Prendo atto per l’ennesima volta che mia sorella maggiore Josephine vuole giustificare ciò che non è giustificabile. Vuole apparire premurosa e preoccupata per me e per il mio patrimonio quando per tutta la sua vita si è sempre disinteressata di me e, per fare ciò, ha scatenato una battaglia legale solo per le sue brame e per il ‘vil denaro’, perché in fondo di questo si tratta. Voleva farmi interdire sostenendo che sono di fatto ‘un demente’ a causa della malattia, la sclerosi, che mi affligge nel fisico e che mi porterà alla morte tra sofferenze e dolori che quotidianamente sopporto. Purtroppo, per sua sfortuna, la mia mente è lucida ed infatti il Tribunale di Cassino in più sentenze ha accertato la mia capacità. Non voglio scendere in particolari tecnici dietro i quali mia sorella nasconde la meschinità e gratuità morale della sofferenza che scientemente mi sta infliggendo; i tecnicismi li lascio ai miei avvocati che mi stanno difendendo nella sedi a ciò deputate, ma in questa sede mi difendo da solo! Cara Josephine che ti sei sempre disinteressata del sottoscritto, che ti preoccupi del mio patrimonio e delle mie quote della società di famiglia che, ne io ne tu abbiamo creato, ma che esiste solo grazie all’immenso sacrificio ed al duro lavoro di nostro padre e di nostra madre, forse tu hai bisogno di proteggere il tuo patrimonio da te stessa e da terzi estranei visto che hai ben pensato di regalare le tue quote ad uno sconosciuto. Se posso relegare nella misera indifferenza le tue brame economiche perché, in fondo, di questo si tratta, invece non posso lasciare nella indifferenza la sofferenza che stai infliggendo a me e a nostra madre che, a differenza tua, mi ha sempre curato amorevolmente con la leggerezza che solo l’amore di una mamma sa dare rendendomi sopportabile una vita come questa. Oggi tu sostieni che mia madre e l’altra mia sorella minore che da sempre mi aiutano e mi curano sopportando con me la mie quotidiane sofferenze fisiche, sono inidonee e non possono garantire l’integrità del mio patrimonio; credo che inidonea sei solo tu. Come più volte ho detto hai vari giudici che mi hanno sentito, io voglio accanto a me solo loro .Nessuno potrà privarmi di questo mio volere. Cara sorella vuoi le mie quote della società? il mio patrimonio? prendile pure, ma insieme a loro prendi anche la mia malattia, le mie sofferenze e i mie dolori” Giovanni Ferraiolo
