Via Pietro Nenni, la strada provinciale che da Arpino conduce a Carnello, ancora al centro di preoccupazioni e polemiche. In diverse occasioni Tg24 si è interessato alle criticità segnalate da automobilisti e residenti, ma sembra che i disagi non trovino giusta risoluzione.
Con la colonnina di mercurio sotto lo zero, torna l’incubo delle lastre di ghiaccio su diversi tratti della via in questione, interessata h 24 da versamenti originati dal deflusso del terreno, o dalle cunette ostruite, o da perdite adducibili alla rottura della condotta idrica. Percorrere questa strada diventa una sfida con la sorte: le immagini riportate parlano da sole. Nella mattinata di martedì ed in quella mercoledì, gli operai della Provincia hanno iniziato la salatura dopo le 08:00, ma non basta, è un palliativo non risolutivo. Serve individuare idonee soluzioni, che siano definitive. Per quanto è già accaduto e per ciò che potrebbe succedere, possibile che i rappresentanti dei diversi Enti non accusino il benché minimo peso della responsabilità, per non aver provveduto e per insistere ad ignorare interventi tempestivi di messa in sicurezza, o per non aver sollecitato opportuni provvedimenti in tal senso? Possibile che nessuno si senta moralmente obbligato a fare qualcosa? Le insidie restano lì, lungo la strada provinciale via Pietro Nenni, sotto gli occhi consapevoli di tutti, nella totale indifferenza degli Enti. Sono stati apposti alcuni segnali di pericolo, molto spesso rovesciati dalle intemperie; sono saltati fuori paletti come fossero funghi, dall’oggi al domani, ma per “parare” cosa? In alcuni punti addirittura creano intralcio alla viabilità: piantati a ridosso del ponte sul canale Magnete, forse per indicarne il cedimento strutturale, in entrambe le corsie di marcia, questi picchetti riducono gli spazi per eventuali manovre repentine e fortuite. Sono un ostacolo evidente alla viabilità, soprattutto di notte, senza pensare a quando terminerà il coprifuoco, arriverà la bella stagione, la gente non avrà limitazioni di orario o confini, per cui il traffico stradale aumenterà considerevolmente. Per non parlare della minaccia di frane, caduta massi ed alberi dal costone dopo l’incrocio per la contrada Collecarino a scendere, in prossimità della località Vuotti. I cittadini esigono risposte in merito. Il commento di Benito Capobianco, zio di Stella Capobianco, la giovane studentessa che il 14 agosto 2019, a seguito di un tragico incidente stradale, ha trovato la morte su via Pietro Nenni «Senza voler fare alcuna polemica, sarebbe tuttavia opportuno che ognuno si assumesse le proprie responsabilità”. Su questa maledetta strada, poco più di un anno fa, ho perso una stupenda nipote di appena 18 anni. Le responsabilità sicuramente sono attribuibili anche al conducente, ma se non ci fosse stato quel muretto, dove l’auto ha impattato, le conseguenze dell’incidente sarebbero state di certo meno drammatiche. E non lo dico io ma le perizie che sono state disposte. In quel caso era dovere del responsabile della Provincia segnalare che un muro, subito dopo una curva, su una strada dove peraltro, paradossalmente, il limite di velocità è lo stesso della superstrada Sora-Frosinone, non doveva esserci! Ed invece…. Molte volte si sottovalutano i rischi, ma fatto da chi ha invece il dovere di tutelare l’incolumità altrui, ed è pagato per questo, è un fatto gravissimo. Soprattutto allorquando gente comune, quindi non specialisti della materia, avevano più volte segnalato il pericolo! Come, per l’appunto, sta avvenendo ora». Tg24.info ha da sempre richiamato l’attenzione sulle criticità di via Pietro Nenni, sollecitando opportuni interventi: pochi giorni dopo la prematura morte di Stella avevamo scritto «La strada dissestata certamente non ha agevolato il controllo della guida; se non ci fosse stato il muro di cemento quasi certamente il veicolo avrebbe proseguito la “scivolata” fuori dalla carreggiata, senza trovare l’impatto fatale; se ci fosse stata l’illuminazione, soprattutto sulla curva, forse chi guidava avrebbe avuto la consapevolezza del rischio» (leggi qui). Non può finire sempre così: è inaccettabile che si prendano provvedimenti solo a tragedia avvenuta. Sara Pacitto
