In occasione della ricorrenza di Sant’Antonio Abate del 17 gennaio, la tradizione arpinate vuole che, presso la bellissima piazza antistante la chiesa SS Maria Assunta, nel quartiere Civita Falconara, venga distribuito il “pappone”.
La storia narra che il Cavaliere arpinate Pompeo Grimaldi donò parte dei suoi averi alla chiesa, affinché questa si occupasse di provvedere alla dote delle ragazze più povere di Arpino: le “fortunate” donzelle venivano scelte proprio nel giorno della festa di Sant’Antonio Abate, il 17 gennaio. Con il passare del tempo la “Confraternita del Santissimo e della Concezione” modificò tale consuetudine scegliendo di condividere un piatto di polenta calda con i meno abbienti. Questa usanza, dopo oltre 400 anni, si è tramandata fino ai giorni nostri. Il “pappone” viene preparato in paioli di rame, le cosiddette “cuttrelle” e, dopo la Santa Messa e la benedizione impartita dal parroco, si procede alla distribuzione della polenta, rigorosamente condita con sugo e pecorino grattugiato, oppure con i fagioli o semplicemente bianca, con l’olio di oliva. Un appuntamento da sempre occasione di ritrovo e condivisione, per tutta la comunità. Purtroppo quest’anno il tradizionale appuntamento è stato annullato a causa delle disposizioni previste per il contenimento epidemiologico. «Non so se altre volte, per esempio durante le guerre, sia stata interrotta questa tradizione», scrive Daniele Del Monaco, «Quest’anno il “pappone” del 17 gennaio, Sant’Antonio Abate, non si fa. Questo piatto di polenta offerto a tutti ci faceva tornare, per una mattina, ad essere comunità vera. Comunità operosa e volontaria nel cucinare; comunità nel prendere un piatto di polenta benedetta e mangiarne un po’ a testa a casa; comunità nel saltare due ore di scuola per andare in piazza a Civita; comunità nel ricordare un nostro antenato che volle lasciare una donazione per la gente più bisognosa». Dopo le sue considerazioni, Daniele aggiunge un “invito” «Domani fate una bella polenta insieme alla vostra famiglia e raccontate ai vostri figli la storia del Pappone di Civita Falconara. Se conoscete degli aneddoti divertenti ancora meglio. Ce ne sono di bellissimi, di quando i ragazzi si divertivano con poco». La foto riportata immortala persone che purtroppo non ci sono più, “persone speciali che la comunità ricorda e ringrazia con affetto per tutto ciò che hanno fatto per Arpino». Sara Pacitto
