Frosinone – Pasto negato ad una bimba di tre anni, scende in campo la sezione del PSI

Alessandro Andrelli
3 MIn Lettura
Pasto negato alla mensa ad una bimba di tre anni , scende in campo la sezione del PSI di Frosinone.

” Morosi per indigenza o furbetti, non è questo il problema- si legge in una nota- dopo una pausa durata più di sei mesi, i bambini dell’asilo, elementari e medie inferiori sono tornati a scuola. Si sa bene quanto sia in salita la ripartenza, sia per la necessità di garantire le condizioni di sicurezza ad alunni e personale scolastico, sia per le numerose incognite per il futuro, dato che il Coronavirus non è stato ancora fermato. Le Linee guida emanate dal MIUR e dal Ministero della Salute, obbligano al rispetto delle misure come il distanziamento minimo, le pulizie costanti, l’areazione naturale degli ambienti, il lavaggio frequente delle mani e la disponibilità di saponi, gel sanificanti e mascherine (sperando che vengano rispettate da tutti) ma un aspetto altrettanto importante è quello di garantire il pranzo a scuola, e questo non solo per la valenza nutrizionale ed educativa, ma anche come aiuto e sostegno alle famiglie. Sapere che ad una bambina di 3 anni è stato negato il pasto significa far ricadere il peso delle difficoltà economiche dei genitori direttamente sulle spalle dei bambini, significa far aumentare le diseguaglianze sociali, significa favorire le politiche di esclusione, significa favorire logiche politiche lontane dai diritti sanciti dall’articolo 3 della Costituzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. E’ inaccettabile che qualcuno sia costretto a dire ai bambini “oggi tu mangi e tu no”. La scuola serve anche a far avvertire meno quello che, erroneamente, viene definito “distanziamento sociale” (sarebbe più corretto definirlo “fisico” per ragioni legate alla pandemia), e non ad acuirlo. Una cooperativa che agisce così non è né degna né ha i requisiti per gestire un servizio che ha come utenti i bambini. Si  osserva inoltre anche come la ditta in questione, secondo varie dichiarazioni, reiteri tali comportamenti anche ove vi siano morosità esigue ( pochi euro addirittura ) prevedendo inoltre la necessità di crediti anticipati di 10 euro.Il problema della “morosità” dei genitori non deve assolutamente ricadere sui bambini, va affrontata a monte e con strumenti che non prevedano il coinvolgimento dei bambini.
Condividi questo articolo
Nessun commento