Il 7 e l’8 gennaio, due giorni tra le restrizioni imposte durante le festività natalizie e le nuove misure “ponte” in vigore fino al 15 gennaio. Due giorni di zona gialla per poi un weekend arancione e poi una settimana ancora gialla, salvo che il monitoraggio dell’Istituto Superiore della Sanità atteso in giornata non cambi colore ad alcune Regioni, anche in base all’inasprimento delle soglie Rt relative all’indice di contagio. Due giorni che prevedono la riapertura di bar e ristoranti, che però dovranno richiudere e tornare all’asporto già dopo 48 ore: cosa fare? Un dubbio che si sono posti molti gestori, i quali hanno dovuto valutare se in effetti fosse fruttuoso o meno aprire per due soli giorni.
«Ho riflettuto tanto sull’apertura del nostro locale nelle giornate del 7 ed 8 gennaio. Mi sono chiesto, insieme a mio fratello Marco, se valesse la pena aprire le porte del locale, investire nell’acquisto dei prodotti, affrontare le spese di 4 dipendenti, le utenze… Per cosa? Qualche tavolo che rispetti le misure di sicurezza, per un massimo di quattro persone e con chiusura obbligata alle ore 18:00. Andrò forse contro corrente ma aprire per me è continuare a vivere, è dare l’opportunità ad amici, colleghi, fornitori, di passare e brindare al nuovo anno. I tavoli di quattro persone sono, per fortuna, la maggior parte delle volte occupati da amici e, per questo motivo, NOI APRIAMO ogni volta che si potrà. Perché amare il proprio lavoro significa farlo anche quando la situazione è scoraggiante e non ci sono motivi per farlo. Grazie a tutti gli amici che sono passati ieri, ci vediamo oggi. La nostra “famiglia” è sempre pronta ad accogliere i suoi congiunti». Questo è il messaggio postato sui social da Fabio, titolare, insieme al fratello, di un noto locale di Sora. Numerosi i commenti di compiacimento ed incoraggiamento: “Sora plaude il vostro gesto” scrive un’amica. Un esempio di coraggio e caparbietà: gestori che hanno tirato fuori gli attributi d’acciaio, senza mai mollare, senza mai rassegnarsi alle difficoltà del momento. In questo periodo non è semplice trovare la forza e lo sprone per guardare al futuro con fiducia: la stretta dei costi fissi, tra cui utenze, tributi e contributi, con l’introito economico vicino allo zero, resta solo la speranza di tornare a lavorare come prima, meglio di prima. Sara Pacitto
