(di Alessandro Andrelli) La politica vecchia, a volte vestita di nuovo, torna alla ribalta e combatte con tutte le forze per sedersi sul trono della città. Parliamo di sedie ambite, che profumano di potere e di business, di piaceri che possono essere fatti e di tanti altri che possono essere chiesti in cambio dei primi, nonché di situazioni contingenti capaci di salvare il declino per modi decisamente pessimi di fare e contatti che non ci sono più. Le dinamiche sono tante, i giochi viscidi e patetici sono quelli di sempre. I “matusalemme” che tanto male hanno fatto alla città, con l’avvicinarsi di maggio 2021 “ricicciano”, risorgono e si ripropongono a tutti, con chiacchiere e messaggi, mettendosi a disposizione, più in ombra che in luce, di questo e di quello, nella speranza di un posticino al sole che gli permetta di continuare a fare l’unica cosa che hanno fatto sempre e che sanno fare.
Ma chi pensa che siano i soli sbaglia di grosso. Al loro fianco, magari posti in un’altra angolazione, anche se la “solfa” è sempre la stessa, ci sono i “matusalemme” più giovani, diversi dai primi perché seduti in consiglio e in maggioranza, ma uguali per modo di pensare, di fare e di mostrare. Perché il potere logora non solo chi non ce l’ha ma anche chi teme di perderlo, questa è la verità. Così, in tale scenario, si incastra alla perfezione la farsa della verifica della maggioranza richiesta da Fratelli d’Italia che con questa pagliacciata, a 5 mesi dal voto e a 4 anni e mezzo di governo in maggioranza con la detenzione della maggior parte delle deleghe più importanti, si coprono soltanto di ridicolo. E la fantomatica verifica non mette alla berlina (pensano di essere furbi!!!) soltanto Bruni, la Castagna e Lecce, ma anche i vertici di partito, perché la barzelletta ci sta ed é senza fine. Per non correre il rischio di essere da meno, il polo De Donatis, Lino Caschera, Ciacciarelli e Abbruzzese, con i tre seguaci a rimorchio, si attrezza per fare il “colpaccio” e far parlare di sé. Il peggior sindaco che Sora ricordi, uomo di sinistra e poi socialista, si ripropone al voto come rappresentante di una coalizione del centro destra per essere immediatamente appoggiato da un post di Caschera
(vedi foto a sinistra) che non parla soltanto per sé e per i suoi 3 “seguaci” (Veronica Di Ruscio, Filippo Porretta e Andrea Di Marco) ma anche per tutta la Lega.
È guerra “nucleare”!!! Il post viene rimosso dopo pochissimo tempo per non riapparire mai più e il partito prende le distanze, dimostrando che Caschera non ha alcuna voce in capitolo e gli altri neanche. Sembra di rivedere, in accelerazione, la storia politica di Luca Di Stefano che, entrato sotto la bandiera “di moda” per essere chiamato sindaco (non fa altro che ripetere a tutti che il padre è lo era già a 32 anni senza pensare che per i sorani è impossibile dimenticarlo!), ha “impallinato” senza pensarci due volte e senza rispetto per niente e per nessuno chi aveva sempre militato nel partito con fede. Di fatto, il giovane rampollo politico, bisognoso di farsi spazio e di diventare leader indiscusso di un nome che tirava di suo, pensava di cavalcare da condottiero il cavallo vincente del momento. Peccato però che proprio quello spazio tanto desiderato non c’è stato e, nonostante il suo “mantello nuovo” a cui non crede nessuno perché sa troppo di vecchio, è rimasto appiedato. Costretto ad uscire dalla Lega e a iniziare già giovanissimo la giostra del “cambio partito” (non ha neanche cominciato a stare in politica ed il primo partito è stato già fatto fuori… chissà se in questo supererà il padre!!!) diventa “Made in Sora” che sa tanto di “Reset” e che al niente somma soltanto altro niente. Forse è da questo che deriva l’intesa politica con Mosticone. L’unica cosa chiara ed evidente è che Luca Di Stefano è pronto “a strapparsi i capelli” per essere chiamato sindaco. Sembra di rivivere “l’aria nuova” di De Donatis di cinque anni fa, presenti anche tanti degli stessi “alzatori di mano”.
Sora è allibita nell’osservare che è in procinto di scattare la “trappola n. 2” firmata Di Stefano. Ma Di Stefano padre o Di Stefano figlio?!? Bella domanda!!! A costruire lo show sembrerebbe ci sia Enzo con una paura che “fa novantacinque” perché sente aria di nuova sconfitta ed é consapevole che Luca non ha possibilità. Così, preso dal panico di restare nuovamente appiedato avrebbe organizzato la “trappola” per i fratelli Tersigni. Peccato per lui che gli anni passano e i vecchi giochetti non funzionano più perché Sora conosce ormai tutto a memoria. L’appuntamento farsa ha visto come scenario la casa di Bifera e è servito per far uscire dopo qualche giorno un articolo sulla guerra “fratricida”. Tutto sarebbe stato studiato alla perfezione, tutto sarebbe stato pensato a puntino, peccato che si sia collezionato soltanto un altro flop. La bomba va a vuoto (“acqua” si direbbe a battaglia navale) e diventa una insignificante “scopparella” perché dimostra che non c’è più stoffa politica e siamo caduti nel patetico.
La spaccatura tanto proclamata, urlata e, di fatto, voluta, desiderata e sperata tra i fratelli Tersigni ha fatto “puff” e si è sgonfiata. Chi doveva essere beffato, ha beffato a sua volta perché è certo che Ernesto Tersigni non si ricandiderà, così come ha ripetuto, come ha detto tante volte e come ha detto da sempre. Il tentativo di spezzare per fare “piazza pulita” e creare spazio al “giovane di casa” è andato a vuoto e le trappole usate sono oramai scontate per funzionare ancora. Il tempo è davvero passato. Le chiacchiere stanno a zero. Resta l’amarezza nella constatazione che il livello del “nuovo” a Sora sta fermo è inchiodato a un vecchio di 30 anni fa. Nello show generale seguiranno anche lettere anonime, fotografie, ingiurie e calunnie personali? Che tristezza!!! Che infinita tristezza!!!
È “fango” che nulla c’entra con la politica, con i programmi, con le idee, con le capacità, con le proposte di sviluppo per il territorio e tornerà in faccia a chi lo userà.
Sora conosce da tempo immemore questi giochetti malsani che mostrano infinita pochezza. I sorani anche. La storia politica insegna e resta davanti agli occhi di tutti da circa vent’anni il “mostro” Serapide, lo scandalo dei “due cimiteri”, la Schito Colle D’Arte che sprofonda ogni anno di più. Il nuovo ripropone il gioco del vecchio e si imbruttisce diventando vecchio a sua volta, mostrandosi solo un povero burattino senza alcuno spessore politico proprio.
E mentre i tre poli del momento sono disposti a tutto per quella sedia voluta ad ogni costo e fanno guerra, sparando e sputando di tutto e di più, Sora sogna e aspetta gente diversa che metta al primo posto la città, il territorio, l’economia, lo sviluppo e la rinascita di un popolo intero. Gente che non si “strappi i capelli” per arrivare a sedersi, ma che sia “malata” solo di soranità per cercare di recuperare tutto quello che è stato perso e provare a costruire un futuro migliore.
Alessandro Andrelli
