Arpino: chiarimenti a 360gradi, per far luce su tutti gli aspetti di una circostanza che rischia di trasformarsi in un inopportuno “precedente”.
La scorsa settimana Tg24.info ha riportato le rimostranze ed i dubbi espressi da alcune famiglie degli alunni dell’I.C. “M.T.Cicerone” di Arpino circa l’eventualità della rimodulazione dell’orario scolastico (clicca qui). In risposta, il Dirigente Scolastico prof.ssa Gabriella La Marca ha voluto fare alcune precisazioni “in merito a quanto contenuto nell’articolo”. Di seguito la nota stampa integrale. «L’emergenza sanitaria dovuta al virus Covid-19 ha determinato e sta determinando uno stravolgimento radicale del nostro modo di vivere e della scuola. Nella fase di avvio dell’anno scolastico, gli Istituti scolastici hanno dovuto affrontare molte criticità legate allo stato di emergenza correlato alla pandemia del virus Covid-19, l’I.C. M.T. Cicerone, in stretta osservanza delle norme varate dallo Stato e dalla Regione Lazio, ha prontamente affrontato tali criticità valutando tutte le misure contenitive, organizzative di prevenzione e protezione da attuare nei singoli plessi; dalla riorganizzazione degli spazi all’approvazione dei giusti protocolli per l’accesso e l’utilizzo dei locali, per lo svolgimento della didattica, sia in presenza che a distanza, e per la gestione pronta ed efficace delle eventuali emergenze sanitarie legate alla pandemia. Le tante incertezze, le novità normative, la riorganizzazione degli spazi, che tra l’altro ha portato alla necessità di utilizzare il refettorio scolastico trasformandolo in due aule per garantire il giusto distanziamento tra gli studenti, hanno determinato un ritardo nell’avvio dell’anno scolastico nonché dell’inizio del servizio mensa da parte dell’Ente locale, che dopo i necessari e opportuni approfondimenti e valutazioni circa le modalità di espletamento del servizio e dell’andamento della curva epidemiologica, con nota del 23 novembre 2020 ne ha comunicato l’avvio con consumo del pasto in aula. In questo particolare e straordinario contesto, sin dall’avvio dell’anno scolastico l’I.C. Cicerone ha ritenuto opportuno e doveroso prestare la massima attenzione alle esigenze dei ragazzi e dei genitori che con legittimo timore e preoccupazione si trovano ad affrontare lo stravolgimento dettato dalla gestione emergenziale della pandemia da Covid-19.È un momento difficile per tutti, famiglie, alunni, docenti e personale scolastico, tuttavia consapevoli del nostro dovere di impegnarci al massimo per non tradire la nostra missione educativa e al contempo garantire tutte le misure di sicurezza previste dalle disposizioni vigenti per assicurare la salute e sicurezza degli studenti, oltre che del personale educativo e non, gli organi collegiali della scuola hanno sempre prestato la massima attenzione al fabbisogno educativo dei ragazzi, alla loro serenità, salute e sicurezza, ispirando a questi principi qualsiasi determinazione assunta e orientando le proprie scelte alla massima partecipazione e condivisione delle famiglie, secondo il principio della sana corresponsabilità educativa nel rispetto degli specifici ruoli di scuola e famiglia, a beneficio di tutti gli attori coinvolti. Nelle more dell’attivazione del servizio mensa, l’Istituzione Scolastica, vista l’esigenza di riarticolare l’orario delle lezioni al fine di garantire il tempo scuola degli studenti, ha proposto un sondaggio strutturato, senza approssimazione alcuna e attraverso la piattaforma telematica in uso dalla scuola, per la rilevazione dei bisogni e delle preferenze dei genitori circa le modalità di articolazione della didattica esclusivamente in orario antimeridiano o con rientri pomeridiani, e circa le modalità di approvvigionamento del pasto. Per opportuna conoscenza gli esiti del sondaggio suddivisi per i diversi ordini di scuola sono stati comunicati a tutti i genitori ed in ossequio alle risultanze è stato temporaneamente riarticolato il tempo scuola dei diversi plessi. Ricevuta la comunicazione da parte del Comune di Arpino circa l’avvio del servizio mensa con nota del prot. n.15928 del 23 novembre 2020, in data 3 dicembre 2020 si è riunito il Collegio Docenti e ha deliberato il ripristino dell’orario scolastico come da modello organizzativo d’iscrizione. Appresa la notizia del riavvio del servizio mensa, alcuni genitori degli alunni frequentanti il plesso di Capoluogo, mossi dal legittimo timore e preoccupazione dei rischi legati alla possibilità di contagio del virus e interpreti delle esigenze dei propri figli, hanno sin da subito manifestato la propria volontà di continuare a seguire l’articolazione oraria antimeridiana. Gli stessi genitori, pertanto, hanno avviato una consultazione di iniziativa non istituzionale, espletata nelle modalità e con i mezzi che hanno ritenuto opportuno, a seguito della quale in data 4 dicembre è pervenuta per tramite i rappresentati dei genitori la formale richiesta, espressione della stragrande maggioranza, di riarticolazione del tempo scuola in orario antimeridiano per gli alunni frequentanti la scuola primaria del plesso di Capoluogo. In data 5 dicembre il Consiglio di Istituto, chiamato a deliberare in merito alla riarticolazione del tempo scuola in seguito all’attivazione del servizio di refezione da parte del Comune di Arpino, ha preso atto della richiamata richiesta pervenuta dai genitori della scuola primaria plesso Capoluogo e stante la straordinarietà del momento, il cospicuo numero dei richiedenti che rappresenta la quasi totalità dell’utenza del plesso e nell’intento di cercare di soddisfare al meglio le esigenze delle famiglie e garantire il benessere della comunità scolastica, ha valutato la stessa come meritoria di particolare attenzione. Lo stesso Consiglio di Istituto è stato nuovamente convocato, al completo dei componenti eletti a seguito delle elezioni suppletive del 30 novembre e 1 dicembre u.s., in data 9 dicembre per deliberare definitivamente circa il ripristino del tempo scuola. Circa l’uso continuativo della mascherina a scuola, corre l’obbligo precisare che lo stesso non discende da una scelta discrezionale della scuola, bensì da un dettame normativo. Il DPCM del 4 novembre 2020, infatti, ha imposto l’utilizzo continuativo della mascherina da parte degli alunni frequentati le scuole di ogni ordine e grado anche in condizione di staticità, ad esclusione dei bambini al di sotto dei sei anni di età; uso continuativo che viene interrotto esclusivamente durante le pause didattiche dedicate al consumo della merenda scandite ogni due ore nell’articolazione oraria 8 -14 e una sola volta per l’articolazione oraria 8:25-13:25. Concludo complimentandomi con gli alunni dell’I.C. Cicerone per il comportamento esemplare che hanno assunto sin da subito nell’osservare le misure di sicurezza messe in atto dalla scuola e dettate dalle norme vigenti e ringraziando il personale docente, educativo ed Ata, chiamati in questo momento ad uno sforzo straordinario, per la dimostrazione di professionalità che stanno dando ed il gran lavoro che stanno profondendo per la scuola». Un sentito ringraziamento alla preside Gabriella La Marca, che ha voluto precisare alcuni essenziali passaggi della circostanza. Al fine di non lasciare nulla in ombra, per dovizia di cronaca, è necessario chiarire ogni singola sfaccettatura: è doveroso per tutti gli interessati e per quanti leggono. Relativamente alla vicenda, una domanda sorge spontanea: chi effettivamente vuole che l’orario tradizionale venga rimodulato? gli alunni? i genitori? la scuola? Perché, a prescindere dall’emergenza sanitaria dovuta al Covid, già lo scorso anno era emersa la proposta di rimodulazione, inequivocabilmente rigettata dalle famiglie. Rigettata anche nel più recente passato, lo scorso ottobre: con una circolare la scuola comunicava l’esito del “sondaggio e deliberazione consiglio di Istituto in merito alla riarticolazione dell’orario delle lezioni in attesa dell’attivazione del servizio mensa”, la cui data di avvio in quel periodo era ancora ignota. Nel documento l’Istituzione Scolastica specificava che l’inchiesta era stata proposta “per la rilevazione dei bisogni e delle preferenze dei genitori circa le modalità di articolazione della didattica esclusivamente in orario antimeridiano o con rientri pomeridiani e circa le modalità di approvvigionamento del pasto”. Considerato l’esito delle preferenze espresse dalle famiglie, nell’assise del 24 ottobre, il Consiglio d’Istituto deliberava “di mantenere l’articolazione oraria pomeridiana come da iscrizione” in attesa che il servizio di refezione scolastica fosse riattivato. Ad oggi, il sindaco del Comune di Arpino ha comunicato di essere pronto per far partire la mensa in tutti i plessi del comprensorio per cui, non è chiaro quale sia adesso il problema, che rimette in discussione l’orario scolastico tradizionale “come da modello organizzativo d’iscrizione”. È obiettivamente riduttivo comunicare che “alcuni genitori degli alunni frequentanti il plesso di Capoluogo, mossi dal legittimo timore e preoccupazione dei rischi legati alla possibilità di contagio del virus e interpreti delle esigenze dei propri figli, hanno sin da subito manifestato la propria volontà di continuare a seguire l’articolazione oraria antimeridiana”: lo stesso scritto del Dirigente Scolastico, riportato sopra, oltremodo evidenzia quanto la scuola sia un luogo sicuro, tra i più sicuri, dove tutte le disposizioni indicate per il contenimento epidemiologico vengono scrupolosamente adottate e rispettate, garantendo a studenti e personale di frequentare gli ambienti scolastici in totale tranquillità. Se così non fosse bisognerebbe pensare diversamente anche per gli altri plessi, San Sosio, Pagnanelli, Panaccio, dove il servizio di refezione partirà a breve. In merito alla “consultazione di iniziativa non istituzionale”, ovvero il sondaggio effettuato attraverso whatsapp dai genitori, non è credibile che la scuola ed il Consiglio d’Istituto intendano prendere atto di un’indagine effettuata in maniera poco convenzionale: in base a cosa si ritiene che dei dati riportati su un foglio A4 siano “espressione della stragrande maggioranza”? in base a cosa si afferma che “il cospicuo numero dei richiedenti rappresenta la quasi totalità dell’utenza del plesso”. Bisogna considerare che “apparentemente” 45 genitori votano per l’orario 8/14, di contro 38 genitori preferiscono un orario diverso e 4 genitori si astengo: sarebbe questa l’“espressione della stragrande maggioranza”? Non sarebbe più ragionevole, democratico e “meritorio di particolare attenzione” il sondaggio istituzionale di ottobre piuttosto che dei numeri “non istituzionali”? Si auspica che nel prossimo Consiglio d’Istituto, nuovamente convocato nella giornata di domani, mercoledì 9 dicembre, “per deliberare definitivamente circa il ripristino del tempo scuola” si ponderi ogni aspetto: non si voglia creare un imbarazzante “precedente” che dia luogo a pensare che qualsivoglia iniziativa, avanzata con modalità lontane da ogni canone, possa essere accolta e valutata con “particolare attenzione” dall’Istituzione Scolastica. È opportuno riflettere: forse, si concede troppo spazio a talune persone che, rivestendosi di non si è ben capito quale veste, pensano addirittura di poter scavalcare il Dirigente Scolastico e gli organi istituzionali. La comunicazione farlocca di questi soggetti, fatta girare al termine della riunione del Consiglio d’Istituto del 5 dicembre scorso, ha generato il caos: “Consiglio finito. L’orario della primaria di Capoluogo sarà 8/14, con orario di uscita che partirà dalle 13:50 per la prima elementare fino alle 14:00 per la quinta elementare. I trasporti verranno rimodulati ed i bambini potranno entrare a scuola già alle 07:50 in quanto verranno accolti dai docenti, ognuno nelle proprie aule… In merito a quanti preferiscono l’orario tradizionale, è stata informata la Preside e tutto il Consiglio, ma di fatto il Consiglio ha riferito che dobbiamo stare a quanto deciso dalla maggioranza del plesso Capoluogo. Per l’inizio del nuovo orario seguirà comunicazione”. I messaggi che sono circolati nei diversi gruppi social dei genitori di tutte le classi non lasciano spazio a travisamenti: per il plesso in questione si dava per scontata la conferma della rimodulazione dell’orario. Legittimo il disappunto delle famiglie. È giusto che ognuno si attenga al proprio ruolo: dai genitori ai docenti, dalla dirigenza agli organi collegiali, senza prevaricare e lontani dal conflitto di interessi che potrebbe nascere rivestendo “incarichi” diversi, ben distinti nelle funzioni e negli interessi. In virtù del fatto che i genitori intendono manifestare la loro contrarietà alla rimodulazione dell’orario tradizionale, in tutti i modi possibili, anche la stampa si attiene al suo ruolo, quello di informare: l’interessamento di Tg24 è a 360gradi. Restando a disposizione di tutti, l’intenzione è quella di seguire l’evoluzione della circostanza e fare chiarezza su ogni sfaccettatura. Le famiglie invocano l’offerta formativa e l’articolazione oraria “come da iscrizione”: perché cambiare in itinere? Esplicativo uno dei commenti riportato su facebook da Daniele Del Monaco «Se non sbaglio l’orario dei miei figli, con la rimodulazione, non è 814 ma bensì 7:53 /14:06? e penso che per molti faccia differenza! Sono 6 ore e 15 al giorno, tutti i giorni per 6 giorni. In nessuna scuola, nemmeno negli istituti superiori, fanno questi orari. Il piano educativo tradizionale prevede la mensa proprio perché è impossibile fare un orario così prolungato (ed a quei tempi la mascherina, la ricreazione seduti e tanto altro non esisteva). Far stare 6ore,15 gli alunni seduti e con mascherina è qualcosa che contrasta fortemente con la capacità di interazione e soprattutto fa male ai ragazzi ed ai docenti. Persino Scienze Motorie si fa in classe, stando fermi. Io non giudico i genitori che hanno votato la “soluzione” 8/14 (come viene definita); non accetto però che questo sondaggio su wathsapp sia il metodo per prendere decisioni e tantomeno che “la maggioranza”, di wathsapp, possa cambiare un piano scolastico approvato e per il quale i genitori hanno iscritto i propri figli a scuola. Se questa fosse stata una decisione presa dalla scuola per esigenze tecnico-operative, legate al Covid, avrei compreso. Ma poiché si pone in maniera alternativa e abbiamo il servizio di refezione scolastica, appare assurdo utilizzare il mezzo del sondaggio (al di là delle modalità con il quale è stato realizzato): se la mensa può essere realizzata deve esserlo. In caso alternativo, così come si cambia l’orario per esigenze particolari, si potrebbe ridurlo (ed i docenti impegnarli in altre attività) ed effettuare un orario decente, con valore educativo e non oppressivo. Vorrei una scuola che serve ai ragazzi, alla loro educazione e crescita, e non una scuola che serve alla tranquillità degli adulti». Come anche aveva scritto Gilda Padovani «Il piano dell’offerta formativa prevede l’orario che noi genitori abbiamo scelto in base alle nostre esigenze e quelle dei nostri figli, e non mi risulta si possa modificare in itinere. Inoltre, in un momento così difficile, mentre si fa di tutto per ridurre i tempi di permanenza a scuola, qui cosa si vuole fare? Concentrare a sei ore la didattica in presenza e lasciare il sabato libero! Non ho parole». Un appello al sindaco Renato Rea ed al delegato Giuseppe Fortuna, affinché porgano la loro attenzione sulla vicenda. Sara Pacitto
