I funerali del ‘cassiere della Banda della Magliana’, morto ieri a 84 anni, verranno celebrate lunedì 7 dicembre, alle ore 15, nel cimitero di Colli, all’interno della cappella di famiglia dove riposano i genitori.
Nicoletti è morto in una clinica di Roma dov’era ricoverato da qualche tempo per gravi problemi di salute. Funerali riservati a pochi come impone la direttiva anti Covid-19. Nato nel 1936 nell’antico palazzo Nicoletti, Enrico a diciotto anni si arruola nell’Arma dei Carabinieri. Vuol seguire le orme di tanti parenti e fratelli del padre Armando. Un solo anno in divisa e poi la decisione di abbandonare la divisa e di restare a Roma. Secondo il giudice Otello Lupacchini, che con le sue inchieste ha smantellato la holding politico-criminale che ha imperversato su Roma e non solo negli anni Ottanta-Novanta, Nicoletti «era il collettore di più mondi criminali, con collegamenti indubbi con la politica e la pubblica amministrazione. Chiaramente aveva un tasso criminale molto elevato. Negli ultimi tempi si era improvvisamente eclissato. Con lui – prosegue il magistrato – muoiono segreti che si porterà dietro». È proprio il giudice Lupacchini a descrivere la figura di Nicoletti. Fra i segreti che probabilmente rimarranno tali, secondo il magistrato, «il suo intervento nel sequestro Cirillo col pagamento del riscatto. E tanto altro. Aveva rapporti con tutti con la `ndrangheta, con i napoletani, con la Banda della Magliana e associati – dice all’Adn Kronos -. Una volta riuscì nell’impresa di mettere intorno ad un tavolo i capi di camorra, mafia, ´ndrangheta e Magliana». Nicoletti fu arrestato l’ultima volta nel luglio 2011 per associazione a delinquere e nel 2013 gli furono concessi i domiciliari per motivi di salute. Reso celebre dal personaggio del «Secco» in «Romanzo Criminale», Nicoletti è stato accusato di gestire i capitali sporchi frutto di estorsioni, truffe e usura ripuliti con acquisti di immobili e attività commerciali.
