Broccostella – Sottrae alle nonnine oltre 650mila euro promettendo di triplicare la somma in breve tempo

Sara Pacitto
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Si è tenuta lo scorso venerdì 6 novembre, presso il Tribunale di Cassino, l’udienza con rito penale a carico del promotore finanziario Patrizio Pompilio, 51enne originario di Broccostella, noto al grande pubblico per aver sottratto ingenti cifre ad alcuni ignari risparmiatori, ora a processo con l’accusa per truffa.

Le parti offese sono rappresentate e difese dall’avvocato Antonio Carugno: il procedimento vede costituita in giudizio, nella duplice veste di “parte civile” ma anche “responsabile civile”, la Banca Mediolanum, una S.p.A. che offre prodotti e servizi bancari attraverso un modello multicanale diretto. Come spiega il legale «L’imputato rivestiva il ruolo di promotore finanziario di Mediolanum nel periodo per il quale è accusato di essersi indebitamente impossessato dei risparmi delle tre inconsapevoli vittime», dal 2002 al 2014, per cui la società si è costituita parte civile in qualità di “soggetto danneggiato dal reato”, e responsabili civile in quanto, nonostante non abbia commesso a partecipato direttamente ad alcun reato, “prende una posizione parallela a quella dell’imputato” perché, in questo caso, nel momento in cui si sono verificati i fatti, l’imputato era una figura della banca in questione. Quest’ultima udienza è stata determinante a riguardo: infatti il Giudice ha sciolto la riserva sulla richiesta della Mediolanum di essere estromessa dal giudizio quale responsabile civile, confermando il provvedimento di costituzione in giudizio come “responsabile civile”, in aderenza a quanto richiesto dall’avvocato Carugno. Durante il dibattimento sono state ascoltate le vittime del promotore finanziario, tra cui due donne ultra 80enni, che hanno confermato di aver affidato oltre 650mila euro, tutti i loro risparmi, di una vita di sacrifici, al promotore/truffatore del quale, considerati i rapporti di parentela ed amicizia, si fidavano ciecamente. Un danno per le nonnine che non è solo materiale, adesso costrette alle lungaggini di una giustizia rallentata dalla pandemia e, vista l’età, esposte ai rischi del virus stesso. La prossima udienza è stata fissata al 25 gennaio del prossimo anno, per escutere i testi dell’accusa. Sara Pacitto
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