Editoriale – Sora, l’intervista “farsa” di De Donatis. Schiaffi ai sorani e ai dipendenti

Alessandro Andrelli
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(di Alessandro Andrelli) Soprannominato dai cittadini, oramai da tempo, il “piccolo grande Pinocchio sorano”, questa settimana De Donatis vince il “tapiro d’oro” per l’intervista “sceneggiata” rilasciata ad un blog. È chiaro a tutti che oramai è fuori di sé (politicamente s’intende) e non si rende conto di essere diventato la barzelletta più amara di tutta la città.

A detta della gente (anche quelli a lui più vicini) è fuori controllo e non ha più la misura, perché rapito dalla bramosia di essere rieletto. Così, altro non può fare che continuare a usare penne amiche o chi si camuffa come tale, per continuare ad ogni costo il suo show, teso ad ingannare i sorani. De Donatis oltre ad essere il peggior sindaco che Sora ricordi, passerà alla storia anche come l’unico e solo primo cittadino che “dà i numeri”. E non ci riferiamo solo a quelli del Covid che proferisce quotidianamente (spesso neanche aggiornati!) nelle sue live, ma anche ai dati forniti in merito ai lavori e ai risultati del suo pessimo amministrare. Nella peggiore e patetica intervista politica rilasciata fino ad oggi, il sindaco si attribuisce di tutto e di più, lasciando esterrefatti. Parte dai meriti per le scuole San Rocco, A. Carbone, Carnello, Simoncelli e Rione Napoli, dimenticando di specificare che alcuni di questi lavori erano finanziamenti già ottenuti dall’amministrazione Tersigni, mentre altri sono stati ottenuti solo grazie agli iter intrapresi sempre grazie allo stesso governo Tersigni. De Donatis, da furbo qual è, ha cercato per l’ennesima volta di far capire poco (o quasi niente) ai sorani, camuffando che resta a suo carico solo il merito dei debiti contratti per il Mattatoio, per Il mini golf di Costantinopoli, per la pista ciclabile e per l’asfalto. E senza parlare di via Cellaro che ripropina e fa scomparire a seconda delle necessità e dell’interlocutore, come il mago di Oz. Uno show patetico che sconfina in una barzelletta triste, con un mischiare delle carte che tanto viene facile gestire al “maestro della pantomima” per eccellenza e che supera se stesso quando attribuisce al Covid i rallentamenti del suo operato. De Donatis davvero pensa che la gente non abbia ancora focalizzato che il suo mandato sia quello del “nulla cosmico” e continua ad arrampicarsi sugli specchi contro ogni logica e senza alcun ritegno. Come fa a parlare della serietà della candidatura a sindaco proprio lui che, per essere chiamato tale, ha messo sulla piattaforma il peggio del peggio con un programma politico mai rispettato?!? Ricordiamo che lo stesso si divideva tra interventi immediati e interventi di lungo periodo nessuno dei quali portati a termine o conclusi, a che lui stesso ne dica. E poiché nessuno lo loda, De Donatis è costretto a lodarsi da solo come sempre, dicendo a se stesso di aver amministrato bene e affermando addirittura di aver fatto di più rispetto al dovuto. Il massimo lo raggiunge quando si augura che si affaccino alla politica persone capaci che amino Sora. Parla sempre lui che si è circondato da una marea di redditi zero, ipnotizzati dal proprio orticello, che niente hanno dato e niente potranno mai dare a questa città. Perché De Donatis non spiega alla gente come mai sono state ritirate le deleghe a Bruni dalla sera alla mattina senza che l’interessato abbia proferito parola? E visto che ci si trova, perché il sindaco non spiega ai sorani come mai le gare espletate direttamente dal comune di Sora presentano un ribasso medio del 3-4%, mentre quelle espletate dalla SUA della Provincia di Frosinone uno di circa il 30%? È una vera vergogna politica quando dice che bisogna guardare al futuro e che è necessario combattere per far guadagnare posizioni alla città di Sora a livello regionale. Proprio lui che ha distrutto il museo, la biblioteca, lo sportello Acea, l’Università, la sede dell’INPS, l’Agenzia di Formazione, il Mattatoio, la Notte Bianca dello Sport, la festa delle lanterne e chi più ne ha più ne metta, in una carrellata di catastrofi che dura da quasi 5 anni. Il saluto ai sorani, anche quelli “lontani”, conclude un’intervista che è farsa senza eguali perché, per chi lo avesse dimenticato, De Donatis è il sindaco che è sempre sfuggito alla gente, concedendo appuntamenti a distanza di mesi e mesi per poi farsi negare con le scuse più assurde. Pinocchio, Pinocchio ed ancora Pinocchio anche con i dipendenti che è capace di offendere senza fine, vincolando esclusivamente agli esterni i 3 nuovi posti da D presenti nel fabbisogno. Uno schiaffo morale al lavoro sempre fatto con costanza ed abnegazione. Un lavoro che non viene proprio considerato a favore di amici di amici e di amori infiniti. Il tutto per avere la certezza di portare Sora ancora più in basso. Ma questa volta la città non ci sta!!! In merito ai concorsi sarebbero partite denunce dettagliate che porteranno sicuramente ad aprire un’inchiesta (Rieti docet!). Sora dice basta perché ha davvero bisogno di guardare a un futuro diverso. Così deve essere e così sarà. Alessandro Andrelli
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