FOCUS – Valentina Pelliccia, giovane donna in carriera, come vive e come gestisce la seconda ondata della pandemia?

Ettore Cesaritti
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Valentina è una giovane donna di successo, ammirata per i suoi traguardi raggiunti, ricca di qualità interiori ed esteriori.

Dottoressa, come vive questo periodo, caratterizzato dalla seconda ondata della pandemia Covid-19 e le conseguenti restrizioni a livello sociale messe in atto per gestire l’emergenza epidemiologica? Il Coronavirus SARS-CoV-2, responsabile della malattia respiratoria ora denominata Covid-19, ha stravolto in poco tempo le nostre abitudini di vita quotidiane, le nostre relazioni sociali, i nostri spazi e le nostre certezze. Viviamo in una situazione di preoccupazione, presumo, anche perché non abbiamo a che fare con un pericolo ben determinato ma abbiamo a che fare con la sua pericolosità, ossia il contagio, inteso come minaccia non identificabile che, tuttavia, potrebbe essere presente ovunque. Non vivo serenamente questa situazione, ma ho grande fiducia nella medicina e mi auguro che si possa arrivare presto ad un vaccino anti-coronvirus per tutti, in un quadro scientifico chiaro e completo anche sotto il punto di vista degli eventuali effetti del vaccino stesso e della conseguente risposta immunitaria (variabile da persona a persona). Per quanto riguarda le restrizioni a livello sociale, in generale, da persona coscienziosa e responsabile, non posso che essere a favore delle misure di contenimento dell’emergenza sanitaria internazionale adottate dal Governo. Dunque, fuori casa indosso sempre la mascherina protettiva FFP2, igienizzo spesso le mani, cerco di evitare assembramenti, mantengo una certa distanza fisica dalle persone che non conosco, cerco di spostarmi, come da DPCM, solo per ragioni lavorative, per motivi di salute o per usufruire di servizi necessari (servizi alimentari) e di servizi attualmente non sospesi. Nel mio caso specifico, nella realtà lavorativa in cui sono inserita da anni, è stato messo in atto, organizzato bene secondo modalità, mezzi efficaci e direttive interne ed è stato potenziato, in questi mesi, lo “Smart working”. Reputo che il lavoro e la formazione, in generale, debbano avvenire attraverso un confronto “de visu” e a stretto contatto con gli altri, perché la società funziona se si interagisce. Sicuramente, però, in questa situazione particolare di pandemia il progetto di lavoro agile ha rappresentato un grande strumento per evitare la potenziale paralisi che la tradizionale organizzazione del lavoro avrebbe potuto provocare sulle aziende. Oltre a continuare il mio lavoro, proseguo nella gestione delle mie tante attività, ad esempio, studio, leggo, approfondisco, mi informo, scrivo. Sto cercando di conseguire ulteriori titoli per arricchire il mio curriculum, sia per una formazione personale perché amo studiare e avere continui stimoli mentali e culturali e sia per acquisire ulteriori competenze e rappresentare io stessa un valore aggiunto all’interno del contesto lavorativo in cui sono inserita. Non potendo recarmi, in questa particolare fase, presso le Università, dopo aver svolto il mio lavoro quotidiano, utilizzo la didattica a distanza che, con i suoi sistemi di apprendimento basati su piattaforme digitali, si sta rivelando una efficace risposta alle nuove esigenze di accessibilità all’istruzione e a situazioni di emergenza. In particolare, ora sto proseguendo i miei corsi post laurea e master dell’Università Bocconi anche grazie al Distance Learning, modalità che prevede la fruizione di strumenti formativi attraverso l’utilizzo di una piattaforma e-learning che consente di conseguire l’attestato  a seguito di un esame e valutazione finale. Oltre a questo, sto proseguendo la mia attività in qualità di Vicepresidente ASUM della Università degli Studi “Guglielmo Marconi” (la prima Università “aperta”, riconosciuta dal MIUR, che unisce metodologie di formazione on-line con attività in presenza). Si tratta di un’associazione che persegue finalità di carattere culturale e di sviluppo professionale. Grazie al Rettore, la Professoressa Alessandra Briganti, al Direttore Generale, il Dott. Alessio Acomanni,alla Dottoressa Paola Piermarini e grazie a validi Professori, cerchiamo di sviluppare ed organizzare iniziative ad hoc, progetti, attività, scambi culturali e professionali, al fine di favorire un networking tra persone, competenze e professionalità. Credo che la cultura e la formazione (e la progettualità) possano rappresentare una certezza in un clima attuale già di per sé incerto. Inoltre, spero di dedicarmi al più presto alla pubblicazione del mio secondo romanzo. Jackal
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