Arpino – Focolaio presso l’istituto di suore, 17 risultano negative al secondo tampone

Francesca Merolle
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Come abbiamo già scritto, la notizia della dipartita delle tre suore ospiti presso l’Istituso “San Vincenzo Dè Paoli”, stroncate dal Covid nella mattinata dello scorso martedì 3 novembre, ha suscitato grande tristezza non solo per la comunità religiosa ma anche tra la cittadinanza.

Alla vicenda si è interessata la stampa nazionale, la cui “risonanza” ha generato parecchia attenzione e non poca inquietudine: le parole utilizzate nel riportare la circostanza sono state, a tratti, forse eccessive. In effetti la legittima apprensione nei riguardi del focolaio va di pari passo con la preoccupazione per tutte le suorine ospiti dell’istituto, ma da qui a descrivere una catastrofe ce ne passa. No ad allarmismi fuori luogo. Il sindaco di Arpino, Renato Rea, a tal proposito ha voluto precisare «Un allarmismo che ritengo eccessivo allo stato dei fatti. È opportuno un aggiornamento e qualche precisazione in merito, anche per tranquillizzare i parenti delle suore, giustamente allarmati dall’incontrollato rincorrersi delle notizie. Premesso che il problema dei contagi non riguarda certamente solo la nostra Città e tantomeno l’Istituto nel quale erano ospitate le tre suore, un conto è parlare di preoccupazione per quanto accaduto e di legittima apprensione per le altre consorelle, sarebbe assurdo il contrario, altra cosa è parlare di uno stato di terrore come si è scritto da qualche parte. Ritengo del tutto naturale ed umano prestare la massima attenzione ad una comunità composta da persone anziane, soprattutto verso quelle che soffrono di qualche patologia. È per questo che la ASL ed il personale medico stanno costantemente monitorando la situazione sia delle suore che delle persone che frequentano a vario titolo l’Istituto. Come Amministrazione Comunale ho espresso solidarietà ed offerto disponibilità a venire incontro a qualunque esigenza possa manifestarsi, ma devo anche precisare che l’Istituto provvede direttamente all’acquisto di materiale e generi di necessità senza bisogno di aiuti esterni. Mi piace chiudere ricordando il ruolo che le Suore della Carità hanno avuto per la crescita di molte generazioni di arpinati, quando ad esempio ospitavano i ragazzi presso il loro asilo. In questi giorni ho ricevuto molte telefonate di persone che chiedevano notizie circa lo stato di salute delle loro educatrici, a dimostrazione che il loro lavoro ha lasciato una traccia indelebile nel nostro tessuto sociale. Mi auguro, ed auguro a tutte le consorelle, che presto si possa uscire da questa orrenda situazione». Ricordiamo che a destare particolare preoccupazione è l’età delle consorelle, tutte sopra gli 80 anni e due ultracentenarie, ma anche le precarie condizioni di salute di alcune di esse, pregiudicate da patologie pregresse. Nei giorni scorsi 24 di esse erano risultate positive al primo tampone effettuato dalla ASL: la buona notizia, di questi ultimi minuti, è che 17 di loro hanno avuto un riscontro negativo al secondo test. A darne comunicazione è il parroco don Antonio Di Lorenzo, in costante contatto telefonico con la madre superiora, suor Carmelina. L’intero istituto continuerà la quarantena, così come previsto dal protocollo anti Covid, mentre la ASL sta raggiungendo chiunque sia entrato in contatto con le monache, affinchè vengano messe in atto tutte le musure disposte per arginare la diffusione del virus. Sara Pacitto
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