Dopo la levataccia alle quattro e mezza del mattino con la prospettiva di una dura giornata di lavoro, frenare appena in tempo per evitare di finire contro l’albero in mezzo alla strada è un toccasana.
È accaduto prima dell’alba di oggi 15 ottobre, nella zona a ridosso della Macchia comunale il cui nome, Fosso del Lupo, origina dal fiero animale che risiede da tempo immemorabile tra gli anfratti e le caverne. I residenti viaggiano con circospezione; sanno bene che la mancanza di cura del sottobosco può provocare o favorire eventi del genere. Tronchi rinsecchiti se ne vedono a profusione, e se non si ha l’accortezza di eliminarli, prima o dopo vengono giù mettendo a rischio chi transita lungo strade e sentieri. La Macchia, il polmone verde e tesoretto green della città dei papi, è per Statuto gravata da un vincolo che la dice lunga: il diritto di legnatico, il raccogliere gratuitamente legna secca, da parte dei cittadini di Anagni e delle “donne povere di Ferentino”. Il benessere, l’apparente benessere, ha eliminato quasi del tutto quella vecchia abitudine. Addirittura, restano sul terreno anche noci e ghiande cadute dall’albero, preda quando capita di cornacchie, cinghiali e tassi. Gli alberi secchi vanno eliminati, senza se e senza ma. Jackal
