Passeggiando per i vicoli di Arpino ci si imbatte in realtà diverse, che in maniera ordinaria convivono e si combinano tra loro: scorci suggestivi, ingressi e balconi particolarmente abbelliti con piante ornamentali e decorazioni ricercate, angoli ed icone che raccontano la storia vissuta, cespugli di parietaria meglio nota come “pallatana”, guano di piccioni, cartacce, lattine e bottigliette di plastica gettate a terra.
Percorrendo la scala di via Maiura, nel pieno centro storico, affisso ad un portone c’è un insolito messaggio: insolito ma molto significativo, che la dice lunga sulle opinabili abitudini di alcuni residenti e su come, con tanta facilità, si presti attenzione alla pagliuzza che viene a posarsi sulla punta del nostro naso mentre, con molta superficialità, si ignori l’abbondante fienile che coltiviamo. Così il testo integrale, o meglio l’“edizione straordinaria” firmata dall’Asino Ridente «Ringrazio sinceramente le signore che hanno provveduto alla pulizia dei fiori caduti sotto le mie finestre. Porgo le mie sentite scuse per aver sporcato il vicolo. Non volendo arrecare alcun disturbo, ho provveduto a rimuovere i vasi affinché non cadano più petali che, chiaramente, stonano con le cicche, i pacchetti di sigarette vuoti, i bicchieri di plastica, le bottiglie vuote, gli involucri delle merendine, i preservativi usati ed anche gli escrementi umani, visto che i cani non usano pulirsi con la carta, che insieme ad un aiuto pulisco regolarmente da via Maiura. Questo è scritto senza rancore o rabbia ma con il solo scopo di far sorridere chi lo legge….e forse riflettere». Il messaggio chiude con i “cordiali saluti” dell’Asino Ridente. Piuttosto che sparare a zero con inutili ed inconcludenti polemiche, sarebbe già un grande risultato aver cura del “nostro piccolo” e riscoprire quel senso civico ormai sopito: educhiamo noi stessi ed i nostri figli ad essere cittadini consapevoli, diamo il buon esempio alle nuove generazioni. L’ingresso di via Maiura è ormai diventato un bagno pubblico a cielo aperto, dove bambini ed adulti devono fare la gimcana tra fiumi di urina, feci e vomitate, per non sporcarsi i piedi e portarne dentro casa, con il naso tappato per non sentire il fetore: è una vergogna! Sara Pacitto
