Ospedale di Anagni, risposta secca e positiva dell’assessore alla Sanità Alessio d’Amato, alla domanda “chiusa” che gli è stata posta.
In occasione della recente visita alla Sanofi assieme al Ministro per la Salute Roberto Speranza, l’assessore regionale alla Sanità ed integrazione socio-sanitaria, Alessio d’Amato, alla domanda “viste le necessità di strutture adeguate per affrontare il Covid, e la disponibilità della struttura ospedaliera di Anagni, non sarebbe il caso di riaprire l’ospedale della città dei papi?”, ha risposto con un secco: “certo!”. Una risposta abbisognevole di approfondimento, senza dubbio; in quella sede, però, non c’è stata la possibilità di farlo, per i pressanti impegni dello stesso assessore regionale. La miseranda fine di un centro sanitario d’eccellenza, vittima della politica, è stata al centro dell’attenzione mediatica degli ultimi anni. Il rimpallo su chi abbia mostrato apatia e disinteresse prosegue senza soste, inutile e fuorviante. Chiunque abbia favorito le negative relazioni tecniche ed i conseguenti provvedimenti, ha certamente navigato contro gli interessi degli oltre ottantamila cittadini del Nord Ciociaria. Dopo la morte di Anna Maria punta da un calabrone, e di altri gravi episodi, i sindaci del territorio garantirono impegno e mobilitazione. Nulla è stato fatto; e la circostanza odierna, la necessità di spazi propedeutici all’allestimento di centri pronti ad ospitare i possibili pazienti del coronavirus, rende la struttura di Via Onorato Capo, in buono stato e già parzialmente attrezzata, candidata di punta per l’esigenza emergenziale. Se soltanto i politici facessero il loro mestiere. Jackal
