Il Consiglio dei ministri ha riscritto i decreti Salvini, nelle nuove dispozioni si rafforza il sistema di accoglienza e scompaiono le multe milionarie alle Ong. Inasprite le pene contro la movida violenta con l’approvazione delle “norma Willy”.
Via libera al nuovo decreto immigrazione e sicurezza che sostituisce i decreti varati dall’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini e introduce misure più stringenti sui violenti. Il Consiglio dei ministri, su proposta del presidente Giuseppe Conte e del Ministro dell’interno Luciana Lamorgese, ha approvato un decreto-legge che introduce disposizioni urgenti in materia di immigrazione, protezione internazionale e complementare, modifica agli articoli 131-bis e 588 del codice penale, le misure in materia di divieto di accesso agli esercizi pubblici ed ai locali di pubblico trattenimento e di contrasto all’utilizzo distorto del web. Nasce un nuovo “Sistema di accoglienza e integrazione”, il decreto varato dal Consiglio dei ministri che riforma il sistema di accoglienza destinato ai richiedenti protezione internazionale e ai titolari di protezione. Le attività di prima assistenza continueranno ad essere svolte nei centri governativi ordinari e straordinari, in seguito si articoleranno in due livelli di prestazioni. Il primo livello riservato ai richiedenti protezione internazionale, il secondo a coloro che già ne sono titolari con servizi aggiuntivi per l’integrazione. Arriva il daspo urbano a protezione della sicurezza pubblica che implementano le misure del divieto di ingresso nei pubblici esercizi e le misure di contrasto al fenomeno dello spaccio di droga attraverso siti web. La norma Willy assegna al questore la possibilità di disporre il daspo da specifici locali per le persone denunciate o condannate per atti di violenza fuori un locale o vendita o cessione di sostanze stupefacenti o psicotrope nel corso degli ultimi 3 anni. La violazione del daspo comporterà la reclusione fino a 2 anni e una multa fino a 20 mila euro. La sanzione per chi partecipa a una rissa sarà di 2 mila euro, prevista la reclusione nel caso ci siano feriti o morti, da un minimo di 6 mesi a un massimo di sei anni. Anna Ammanniti
