Anagni – Presentata la linea produttiva della Sanofi al Ministro Speranza, presto 300 milioni di dosi del vaccino anti-Covid per l’Europa

Alessandro Andrelli
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(di Alessandro Andrelli) “L’Italia investe con determinazione sulla ricerca per un vaccino Covid sicuro ed efficace.  Oggi ad Anagni avviata la linea produttiva della Sanofi”. Così sul suo profilo ufficiale il ministro della Salute, Roberto Speranza, questa mattina ad Anagni per il taglio del nastro alla produzione industriale del vaccino anti-Covid elaborato dalle due multinazionali Sanofi e Gsk ed attualmente alla fase 1-2 di sperimentazione.

Nello stabilimento di Anagni vengono al momento prodotte le dosi per i test sperimentali, ma al termine della fase 3 – che dovrebbe partire da dicembre se saranno positivi i risultati delle fasi 1-2 – quello di Anagni sarà il primo stabilimento produttivo a partire in Europa, insieme ad altri due in Francia e Germania. ‘ “Da Anagni parte la produzione del vaccino anti-Covid – è stato il commento del presidente della provincia di Frosinone, Antonio Pompeo – Un’eccellenza come la Sanofi rappresenta l’importanza della ricerca, la valenza del capitale umano, il riscatto dell’intera provincia di Frosinone nella lotta al nemico invisibile che ha ferito a morte anche il nostro Paese. Orgogliosi di dare il nostro contributo all’Italia, all’Europa e al mondo in un’emergenza che ci ha colpiti ma non affondati“. Presente anche un altro leader del Partito Democratico, nonché presidente dell’ASI, Francesco De Angelis che in sintesi scrive sulla sua bacheca facebook: “Al lavoro per la produzione del nuovo vaccino contro il Covid-19 . Sanofi centro di eccellenza in Europa”. Insieme per l’Italia’ è il claim con cui Sanofi, dopo l’avvio della sperimentazione clinica di fase 1 e di fase 2 del vaccino contro il COVID-19 annunciata lo scorso 3 settembre, ha aperto oggi le porte dello stabilimento di Anagni, a pochi pochissimi invitati, tra cui solo alcuni giornalisti, per presentare alle Istituzioni i passi compiuti finora per avviare la produzione del vaccino parallelamente allo sviluppo clinico in corso, delineando le prossime tappe verso una delle possibili soluzioni sicure ed efficaci alla pandemia. All’evento c’erano il Ministro della Salute Roberto Speranza, il Sottosegretario allo Sviluppo Economico Giampaolo Manzella, l’assessore alla Sanità e Integrazione della Regione Lazio Alessio D’Amato e l’Ambasciatore di Francia in Italia Christian Masset, che ha elogiato la grande sinergia tra i due paesi per questa pandemia che da marzo ha stravolto il mondo intero. “Secondo gli accordi siglati con l’UE – scrive l’Ansa – Sanofi, in partnership con GSK, fornirà 300 milioni di dosi del vaccino ricombinante adiuvato a base di proteine. Sanofi e GSK, sottolinea l’azienda, “stanno lavorando con incessante costanza e nel pieno rispetto della sicurezza dei processi alla sperimentazione del vaccino candidato. Il vaccino è attualmente alla fase 1 e 2 di sperimentazione ed è caratterizzato da una tecnologia consolidata a base di DNA-ricombinante in subunità, già utilizzata con successo dall’azienda per la produzione del vaccino antinfluenzale quadrivalente“. L’adozione di questa tecnologia consentirà di produrre un numero notevolmente maggiore di dosi rispetto alle altre tecniche comunemente adottate, con l’obiettivo di arrivare a un miliardo di unità nel 2021. Numeri che pongono Sanofi e l’Italia in prima linea nella sfida verso un nuovo futuro. Lo stabilimento di Anagni (Frosinone) – che sarà impegnato nella realizzazione delle dosi insieme ai siti in Francia e Germania – è un centro di eccellenza a livello europeo per la produzione di prodotti farmaceutici sterili iniettabili. “Siamo orgogliosi di poter contribuire all’impegno di Sanofi per l’emergenza con il nostro stabilimento di Anagni: una concreta risposta che potrà portare una firma italiana” – dichiara Marcello Cattani, Presidente e Amministratore Delegato di Sanofi Italia -. L’Italia, la Regione Lazio e lo stabilimento di Anagni in particolare stanno giocando un ruolo fondamentale per raggiungere l’obiettivo di garantire a tutti un vaccino sicuro ed efficace, e grazie al grande lavoro svolto abbiamo oggi la speranza e l’ottimismo di pensare di essere vicini a una soluzione”. “Sanofi ha un’esperienza significativa nello sviluppo di vaccini e continua a investire nella ricerca, nello sviluppo clinico e nella produzione di soluzioni innovative. Oggi ci viene richiesto uno sforzo maggiore per affrontare una sfida di sanità pubblica senza precedenti: una pandemia che ha rivoluzionato la nostra società. Noi rispondiamo mobilitando le nostre competenze e tutte le risorse necessarie, per le persone in Europa e in tutto il mondo”, conclude Mario Merlo, General Manager Sanofi Pasteur Italia. “Arrivare a un vaccino, o come speriamo tutti a più di un vaccino, in grado di proteggere da Covid-19 la popolazione mondiale, europea e italiana” non è l’unico obiettivo che sta a cuore a Big Pharma. Quando uno o più prodotti-scudo saranno disponibili, “servirà un’organizzazione perfetta anche dal punto di vista dell’identificazione delle categorie alle quali dispensarlo in via prioritaria, della distribuzione e dell’organizzazione della somministrazione”. Come per le campagne antinfluenzali, anche per la futura profilassi anti Sars-CoV-2 la parola d’ordine e “programmazione” secondo Mario Merlo, general manager per l’Italia di Sanofi Pasteur, divisione Vaccini della francese Sanofi. “Bisogna pianificare tutto fin d’ora”, avverte in un’intervista all’Adnkronos Salute. La sfida vaccino vede in prima linea anche Sanofi: insieme alla britannica GlaxoSmithKline (Gsk) sta sviluppando un prodotto adiuvato per la prevenzione del nuovo coronavirus, atteso “nella seconda metà del 2021”. Le due compagnie hanno già firmato con la Commissione europea un contratto che permetterà agli Stati membri di acquistare fino a 300 milioni di dosi e “proprio domani – ricorda il manager – con le massime autorità inaugureremo presso lo stabilimento di Anagni”, in provincia di Frosinone, “la linea produttiva di infialamento del vaccino Covid a supporto degli studi di fase clinica I/II che sono attualmente in corso”. “Quella del vaccino è una corsa contro il tempo che però – ammonisce Merlo – non può né deve andare a discapito della sicurezza e della qualità. Durante la produzione di un vaccino, per esempio antinfluenzale, il 70% del tempo viene investito nel controllo qualità” e tale priorità deve valere anche nella guerra a Covid”. “Nel momento in cui gli studi di fase I/II in corso e quelli di fase III che partiranno entro fine anno avessero esito positivo, se avranno successo anche i colloqui con le agenzie regolatorie, prevediamo un vaccino Sanofi-Gsk non prima della seconda metà del 2021”, stima il Gm di Sanofi Pasteur in Italia, che insiste: “Serviranno miliardi di dosi e un’adeguata programmazione va considerata inevitabile”. Un piano da concertare “insieme” fra tutti gli attori in campo. Perché “nessuno vince da solo questa battaglia – conclude Merlo – Servono alleanze, serve riscrivere un capitolo in tema di sanità pubblica e salute. E la salute è l’investimento più importante”. Il materiale raccolto e le dichiarazioni sono estratte da servizi precisi e puntuali pubblicati in mattinata dai portali Ansa e AdnKronos. La speranza è quella che in occasione del prossimo evento l’evento possa essere raccontato direttamente anche dai media locali, che già vivono una fase complicata della loro esistenza proprio a casa della crisi economica e sociale che vive il paese. Al di là di questo, un ultimo, ma non meno importante passaggio, è doveroso farlo nei confronti di tutti i dipendenti Sanofi, nella maggior parte dei casi uomini e donne che vivono e risiedono nella provincia di Frosinone, che avranno il delicatissimo compito di produrre, controllare, e verificare la realizzazione del tanto atteso vaccino anti-Covid. E’ giusto che in contesti del genere, alla presenza di istituzioni nazionali, a parlare siano i vertici aziendali, protagonisti dell’operazione “vaccino” sotto tantissimi punti di vista, ma mai dimenticarsi della forza lavoro, dell’operaio, del tecnico, dell’addetto alla manutenzione e sicurezza, di chi presta ogni tipo di mansione all’interno dello stabilimento Sanofi di Anagni. E’ previsto già da mesi il ciclo continuo delle attività industriali, proprio per realizzare nei tempi stabiliti il vaccino che tutta Europa aspetta. Anagni, i dipendenti della Sanofi e chi quotidianamente si impegna per la riuscita di questo progetto, vanno ringraziati. Le luci della platea oggi erano per le istituzioni, ma ognuno deve responsabilmente sapere che ci sono uomini e donne che stanno lavorando con il massimo sforzo giorno e notte per realizzare questo prodotto. Alessandro Andrelli
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