Le tre campane della Chiesa Parrocchiale di Sant’Andrea Apostolo tornano a risplendere e a regalare i rintocchi grazie ad un intenso intervento di pulizia e manutenzione. Merito dell’Amministrazione Comunale e di tre cittadini volontari: Berardino Serapiglia e Mario Cirelli, abilmente coordinati da Luigi Del Proposto.
Da sempre, l’amore per il proprio territorio viene dimostrato fedelmente dai campolesi, attraverso azioni concrete che dagli anziani sono state trasmesse ai giovani. In tal senso, nei giorni scorsi, i Volontari del Foto Club Campoli Staff 2020, in occasione della preparazione del secondo Calendario 2021, edito dal club hanno iniziato e portato a termine un lavoro certosino sulle campane che rappresentano da sempre un punto di riferimento e sono in grado di raccontare storie assai suggestive. Le campane sono state adeguatamente pulite in tre fasi: pulitura con una miscela costituita da tre parti uguali di aceto e ammoniaca in soluzione e acqua; pulitura con detergente liquido sgrassante; risciacquo con acqua abbondante. Ed è proprio a seguito di tali procedimenti che le tre storiche campane, alloggiate nella Torre Campanaria della Chiesa di Sant’Andrea Apostolo, sono tornate a nuova vita. La “piccina”, chiamata San Giovanni, venne fusa in Campoli Appennino nel 1858 dal maestro Gaetano Marinelli. La “mezzana”, denominata la Maddalena, venne fusa nel 1812 dai maestri Ascenzo e Francesco Marinelli. E infine trova la sua perfetta postazione il “Campanone”, denominato San Francesco e fuso nel 1722 da autori ignoti. Il mistero che ruota intorno al Campanone ha incuriosito numerosi viaggiatori che hanno trovato una semplice risposta dai residenti. Nel 1964, durante una processione, la campana subì una devastante lesione. Quindi venne rifusa dalla Pontificia Fonderia Marinelli di Agnone, a spese dell’Amministrazione Comunale e ricollocata sulla struttura della Chiesa Parrocchiale l’8 maggio 1965. Va ricordato che le operazioni di pulizia delle tre meravigliose campane sono state realizzate nell’arco di un’intensa giornata, rigorosamente a mano, senza l’utilizzo di macchinari, proprio per evitare di danneggiarle. L’Impegno, la massima dedizione e la meticolosità messe in campo da Berardino Serapiglia, Mario Cirelli e Luigi Del Proposto hanno riportato alla luce i particolari ormai non più visibili delle campane, completamente ricoperte da escrementi di volatili che, nonostante il volume dei rintocchi, abitualmente stazionano al coperto del Campanile. “Plaudo all’impegno dei volontari che da tempo stanno contribuendo in maniera fattiva a riconsegnare il vero decoro urbano al centro storico e alla periferia di Campoli – ha concluso il sindaco Pancrazia Di Benedetto”. Caterina Paglia
