FOCUS Scuola – Coronavirus, cosa succede in caso di contagio in classe?

Anna Ammanniti
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Lunedì 14 settembre in molte scuole italiane suonerà la prima campanella dell’anno scolastico 2020/21. Il ritorno a scuola dopo la chiusura forzata a marzo, dovuta alla pandemia Coronavirus.

Il protocollo dell’Istituto Superiore di Sanità prevede che in caso di contagio a scuola, se un alunno risulterà positivo, tutta la classe dovrà essere messa in quarantena, ma si potrà uscire dalla quarantena dopo qualche giorno se i tamponi risulteranno negativi. La didattica continuerà a distanza e i docenti non potranno rifiutarsi di lavorare da remoto. Se un docente o un altro membro del personale scolastico sospetta che uno studente presenti dei sintomi compatibili con quelli da infezione COVID, deve avvisare il referente scolastico per COVID-19. Il referente Covid per la scuola, non è un medico ma un membro del personale, il dirigente scolastico, oppure un docente o anche personale Ata, ha competenze di tipo comunicativo e informativo. Avrà il compito di informare personale scolastico e famiglie, di tracciare eventuali link epidemiologici e di tenere i rapporti con l’Asl di riferimento in caso di contagi tra studenti e personale scolastico. Il referente scolastico per COVID-19 o un altro componente del personale scolastico deve telefonare immediatamente ai genitori o al tutore legale. Deve ospitare l’alunno in una stanza dedicata o in un’area di isolamento. Deve procedere all’eventuale rilevazione della temperatura corporea tramite l’uso di termometri che non prevedono il contatto. L’alunno non deve essere lasciato da solo, ma in compagnia di un adulto che preferibilmente non deve presentare fattori di rischio per una forma severa di COVID-19 come, ad esempio, malattie croniche preesistenti e  dovrà mantenere, dove possibile, il distanziamento fisico di almeno un metro e la mascherina chirurgica fino a quando l’alunno non sarà affidato al genitore o al tutore legale. Deve far indossare una mascherina chirurgica all’alunno se ha un’età superiore ai 6 anni e se la tollera. Dovrà essere dotato di mascherina chirurgica chiunque entri in contatto con il caso sospetto, compresi i genitori o i tutori legali che si recano in Istituto per condurlo presso la propria abitazione. Deve fare rispettare, in assenza di mascherina, l’etichetta respiratoria (tossire e starnutire direttamente su di un fazzoletto di carta o nella piega del gomito). Questi fazzoletti dovranno essere riposti dallo stesso alunno, se possibile, ponendoli dentro un sacchetto chiuso. Bisognerà pulire e disinfettare le superfici della stanza o area di isolamento dopo che l’alunno sintomatico è tornato a casa. I genitori devono contattare il PLS/MMG per la valutazione clinica (triage telefonico) del caso. Il PLS/MMG, in caso di sospetto COVID-19, richiede tempestivamente il test diagnostico e lo comunica al DdP. Il Dipartimento di prevenzione provvede all’esecuzione del test diagnostico e si attiva per l’approfondimento dell’indagine epidemiologica e le procedure conseguenti. Se il test è positivo, si notifica il caso e si avvia la ricerca dei contatti e le azioni di sanificazione straordinaria della struttura scolastica nella sua parte interessata. Per il rientro in comunità lo studente deve essere dichiarato guarito clinicamente da Covid-19, devono risultare svaniti i sintomi associati all’infezione da Sars-CoV-2 documentata dall’esame di due tamponi a distanza di 24 ore l’uno dall’altro. Se entrambi i tamponi risulteranno negativi la persona potrà definirsi guarita, altrimenti proseguirà l’isolamento. Il referente scolastico COVID-19 deve fornire al Dipartimento di prevenzione l’elenco dei compagni di classe nonché degli insegnanti del caso confermato che sono stati a contatto nelle 48 ore precedenti l’insorgenza dei sintomi. I contatti stretti individuati dal Dipartimento di Prevenzione con le consuete attività di contact tracing, saranno posti in quarantena per 14 giorni dalla data dell’ultimo contatto con il caso confermato. Il DdP deciderà la strategia più adatta circa eventuali screening al personale scolastico e agli alunni. Se il tampone naso-oro faringeo è negativo, in paziente sospetto per infezione da SARS-CoV-2, a giudizio del pediatra o medico curante, si ripete il test a distanza di 2-3 gg. Il soggetto deve comunque restare a casa fino a guarigione clinica e a conferma negativa del secondo test. In caso di diagnosi di patologia diversa da COVID-19 (tampone negativo), il soggetto rimarrà a casa fino a guarigione clinica seguendo le indicazioni del PLS/MMG che redigerà una attestazione che il bambino/studente può rientrare scuola poiché è stato seguito il percorso diagnostico-terapeutico e di prevenzione per COVID-19 di cui sopra e come disposto da documenti nazionali e regionali. E se a presentare i sintomi del Covid-19 fosse un docente o un operatore scolastico? In tal caso, questo dovrà allontanarsi autonomamente e consapevolmente dalla struttura scolastica, dovrà avvisare il medico di famiglia,  poi sottoporsi a tampone e, in caso di esito positivo, verranno allertate e poste in quarantena tutte le persone e gli studenti venuti in contatto con il docente. Dal 1° settembre scorso, inoltre, il ministero dell’Istruzione ha lanciato sul suo sito un percorso formativo rivolto a insegnanti, personale scolastico e professionisti sanitari per monitorare e gestire i possibili casi di Covid nelle scuole. La formazione viene proposta attraverso un corso gratuito che sarà disponibile online e in modalità asincrona fino al 15 dicembre. Il primo corso verterà proprio sull’utilizzo di tutti gli elementi per monitorare, gestire e comunicare la presenza di sospetti casi Covid nelle scuole. L’Anp si è dichiarata inoltre favorevole anche al ripristino, anche solo temporaneo, della figura del medico scolastico, un tempo presente negli istituti e dedito soprattutto al controllo delle vaccinazioni. Per i dirigenti scolastici che hanno dubbi o problemi è stato messo a supporto un help desk.  Nel decreto sui trasporti sono stati destinati fondi per 34 milioni oltre ai 70 del decreto di agosto, perché gli enti locali possano pagare l’affitto di spazi privati da destinare alle scuole. Per limitare il più possibile il rischio di contagi si dovranno evitare gli assembramenti davanti agli edifici scolastici, e si dovranno sfruttare tutti gli ingressi disponibili. La temperatura degli studenti andrà misurata a casa. Il Governo ha assicurato che metterà a disposizione 11 milioni di mascherine. Anna Ammanniti  
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