Il presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte scioccato dalla morte di Willy ha parlato con i genitori Armando e Lucia.

Il premier
Giuseppe Conte nel punto stampa da Beirut, riferendosi all’omicidio di Will parla di “cieca violenza”.
“Ieri sono rimasto veramente e fortemente colpito. Vorrei dire anche scioccato, a tal punto che ho preferito non rilasciare dichiarazioni. Ho preferito parlare prima con i genitori del ragazzo. Ho trovato un papà affranto, come tutta la famiglia. Non spetta a me farmi carico delle investigazioni giudiziarie ma fermiamoci a riflettere: “Cosa diremo ai nostri figli? Di non intervenire in una lite?” I genitori di Willy sono rimasti emozionati per la telefonata del presidente Conte,
queste le parole dell’avvocato Domenico Marzi legale della famiglia: “Sono rimasti emozionati e sorpresi per la chiamata del presidente del Consiglio Conte. Esprimo un ringraziamento a nome della famiglia, per la sensibilità mostrata dal presidente Conte nell’essere accanto a chi ha subito una violenza simile”.
Sulla pagina facebook ufficiale, da ultimo, attorno alle ore 18, questo il post pubblicato dal presidente Giuseppe Conte: ” La tragedia che ieri si è abbattuta sui familiari di Willy Monteiro Duarte mi ha colpito profondamente. Mi ha lasciato scioccato. Un ragazzo che aveva da poco varcato la soglia dei 20 anni, studiava e lavorava, viveva appieno le proprie passioni, le proprie emozioni. Coltivava i propri sogni ed era probabilmente esposto alle tante incertezze che impensieriscono i giovani intenti a costruire il proprio futuro di vita personale e professionale. All’improvviso gli si è abbattuta addosso una violenza sorda e immotivata. Ci stringiamo tutti vicini alla sua famiglia, alla sua comunità di Paliano, a tutti coloro che l’hanno amato e apprezzato. Ho trasmesso questo sentimento ai suoi genitori, a sua sorella, pur nella consapevolezza che è difficile comprendere fino in fondo l’angoscia procurata da una sofferenza così acuta e dolorosa. La magistratura sta svolgendo le indagini e la giustizia farà sicuramente il suo corso. Confidiamo che si arrivi presto a condanne certe e severe. Ma noi nel frattempo come reagiremo? Quali misure adotteremo? Diremo ai nostri figli di volgere la testa dall’altra parte ? Di non intervenire a sedare diverbi o a cercare di proteggere amici più deboli o in evidente difficoltà? Non credo possa essere questa la risposta, la strada da seguire. Dobbiamo piuttosto moltiplicare gli sforzi, in ogni sede e in ogni contesto, affinché i nostri figli crescano nel culto del rispetto della persona e rifuggano il mito della violenza e della sopraffazione”.
Anna Ammanniti