Willy è stato ucciso brutalmente dal branco. È stato ammazzato da coetanei, ma tra loro e Willy c’è una netta differenza: la bontà, la solarità, l’umanità, la generosità.
Willy è stato ammazzato perché ha difeso un suo amico, lui ragazzo esile non ha avuto paura di affrontare quattro energumeni palestrati. Ha dimostrato che la vera forza non sta nei muscoli, ha perso la vita, ma non si è tirato indietro, come ormai succede troppe volte nella società in cui viviamo. Il prof. Giovanni Amati, è stato insegnante di Willy all’alberghiero di Fiuggi, si abbandona a uno sfogo, un misto tra rabbia (per gli aggressori) e tenerezza per Willy. “Da quando ho Facebook non ho mai plateizzato odio o rabbia, ma da 25 ore ahimè il triste e sconcertante episodio accaduto durante le prime ore di domenica 6 settembre a Colleferro ha lasciato tutti noi senza parole, già, Willy, per me Willino, come lo chiamavo in classe qualche anno fa a Fiuggi, era un ragazzo spettacolare, sempre sorridente, al posto suo, dove il docente è la guida e l’alunno salva ogni parola o movimento, in sala, o al bar durante le ore di laboratorio, le tante ore attese al Buonarroti di Fiuggi. Da docente o da genitore quando certi gesti atroci così vicini e così inumani ti fanno scattare quella parte dormiente di odio che alberga in ognuno di noi, guai se non fosse così, anzi, ecco, Willy è intervenuto per sedare una rissa, in un Paese dove spesso a risse esplose ci sono dei soggetti bipedi che non chiamo uomini, pronti a riprendere con lo smartphone l’accaduto, senza intervenire … Willy ha rischiato pagandola con la propria vita. Angelo nostro, ogni parola è superflua, credimi, anzi preferisco tacere, ma una cosa hai lasciato in tutti noi, in primis ai coetanei, il coraggio di intervenire, il sorriso ed il rispetto che hai sempre avuto in cinque anni di scuola, da Paliano a Fiuggi, la tua magica A.S. Roma e le continue discussioni amicali con la mia Juve, già, la cucina, la tua passione, ora mi auguro che questi bipedi possano vedere per il resto della loro vita il cielo a quadretti come si dice in un Paese che non funziona, vorrei tanto che il loro fanatismo e finta prepotenza si possa annientare in un ameno spazio 3x 3 sino ad occhi chiusi. Questo da docente e da educatore, permettetemi la rabbia, chiedo ai nostri giudici e legislatori in genere, se la notte fa paura non devo avere paura bere una birra dopo una giornata di lavoro in un pub, a Colleferro o Subiaco, a Mantova o Cosenza. Riposa in pace angioletto nostro”. (foto Kotiomkin) Anna Ammanniti
