Collepardo – La CGIL chiede allo Stato di vigilare sulla Certosa di Trisulti

Andrea Tagliaferri
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“Bannon in arresto per frode. Lo stato vigili urgentemente sulla gestione della Certosa”, così recita una nota della FP CGIL preoccupata dalle ombre che si addensano attorno alla vicenda dopo il clamoroso arresto del “guru” dei sovranisti internazionali negli Stati Uniti per una frode milionaria sul muro di confine con il Messico.

La Certosa di Trisulti è ancora oggi nelle mani dell’associazione di Bannon e della scuola “sovranista”, prosegue la nota del sindacato. “Una ferita aperta dal 2018 e ancora non risolta, nonostante il Mibact abbia aperto la procedura di revoca della concessione, a cui l’associazione affidataria, la DHI si è opposta, ricevendo sentenza favorevole dal TAR di Latina nei mesi scorsi. La vicenda giudiziaria è ancora in corso: il MiBACT annuncia ricorso al Consiglio di Stato mentre il presidente della DHI, Benjamin Harnwell, è indagato dalla Procura di Roma”. Ricordiamo che il motivo del contendere, sollevato dapprima dalle associazioni e dalla loro petizione popolare, poi raccolta dal Ministero tramite l’Avvocatura di Stato, risiede nei requisiti per l’accesso al bando pubblico per l’affidamento in concessione del bene che, secondo gli oppositori supportati dalle tesi degli avvocati amministrativisti Spirito-Ianni di Frosinone, sarebbero fallaci e in alcuni casi volutamente attestati anche se carenti. Tesi respinte con forza in tutti i gradi di giudizio dal Dignitatis Humanae Institute, forte ad oggi della sentenza favorevole del Tar del Lazio. “Con l’arresto per frode di Bannon torna di attualità il tema delle concessioni. La Certosa di Trisulti– conclude la nota della sigla sindacale- plesso medioevale di 800 anni nel cuore della Ciociaria, è il simbolo di decisioni politiche a cui viene sottomessa la gestione dei beni dello Stato a cui, in questo caso specifico, si aggiungono l’opacità delle finalità dell’associazione e della sua effettiva collocazione nel quadro politico. Trisulti, come i tanti tesori artistici e architettonici del patrimonio pubblico di tutti noi, non può e non deve essere ceduta a privati per scopo diverso dalla sua tutela e valorizzazione. Il sistema politico provveda a rettificare la stortura in atto”.   A.T.
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