Focus – Il mio ricordo di Franca Valeri

Irene Mizzoni
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(di Marina Mingarelli) Quando questa mattina ho appreso la notizia della morte di Franca Valeri, 100 anni compiuti il 31 luglio scorso, oltre al dispiacere per la scomparsa di una grande attrice ho provato un senso di vuoto.

Quella signorina <snob> che mi aveva accompagnato negli anni della mi adolescenza o la <‘sora Augusta maritata Cecioni> che scatenata l’ilarità della mia famiglia, se ne era andata in punta di piedi con​  quella dignità e signorilità che l’ha sempre contraddistinta. Ad un certo punto l’ho rivista seduta davanti ad un tavolino dell’Hotel <Astor> a Frosinone. Io che all’epoca (stiamo parlando degli anni ‘90) cominciavo a muovere i primi passi nel mondo del giornalismo, mi trovavo davanti ad un mostro sacro del teatro e del cinema italiano. Il direttore del quotidiano provinciale <Il Tempo> Gianluca De Luca per il quale lavoravo mi affidò l’incarico di intervistarla. Franca Valeri era arrivata nel capoluogo ciociaro perché era stata invitata alla manifestazione <Comicittà> che puntava a rivalutare il cinema ed il teatro organizzata dall’allora assessore alla cultura Biagio Cacciola. Quando me la sono trovata davanti così piccola e minuta, ho provato subito grande tenerezza nei suoi confronti. Ma quella era soltanto una fragilità apparente, bastava sentirla parlare con quel modo di scandire le parole che hanno fatto di lei un personaggio per capire che dietro quell’aspetto così delicato si nascondeva una grande guerriera, ma soprattutto una grande professionista. Non voglio parlare di Franca Valeri attrice, sarebbe troppo scontato. Mi piace invece parlare di Franca Maria Norsa (questo il suo vero nome) che ha portato sulla scena tante sfaccettature dell’universo femminile. Ogni donna poteva ritrovarsi nei suoi personaggi. Raffinata o coatta, colta o analfabeta, malinconica o <caciarona>, ma mai banale, mai scontata. Ogni suo sketch aveva una chiave di lettura ben precisa. E per certi versi va detto, aveva precorso i tempi toccando tematiche dei nostri giorni quali ad esempio il razzismo. Il suo talento comico ha fatto di lei una icona del mondo del teatro che è sempre stato il suo più grande amore. Averla conosciuta mi riempie di orgoglio. ​ ​ Marina Mingarelli
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