(di Alessandro Andrelli) De Donatis è così impegnato nel fare “magie” per essere chiamato nuovamente sindaco da non curarsi per nulla di Sora e dei sorani.
Pronto ad ingannare di nuovo gli elettori, senza pudore e senza ritegno politico, racconta di asini che volano e di farfalle che rotolano. “Uno, nessuno e centomila”, nonché il peggior sindaco che mai si sia avuto in città a memoria d’uomo, si muove di qui e di lì, tra bandiere e partiti, tra alleanze ed accordi che tanto sanno di viscido politico e di calcolo. È il peggior modo di amministrare che c’è. Quello delle poltrone e del potere, quello della non ideologia e dell’orticello difeso con i denti (perché unico sostentamento di sopravvivenza per i redditi zero), nonché della più totale incapacità e dell’assenza di cura per la gente, per il territorio e per la città tutta. Le macerie che continuano imperterrite a giacere ai piedi della fontana di piazza Garibaldi diventano simbolo di una realtà comunale “spallata” in tutti i sensi, in cui l’ “erbaccia” ha preso il sopravvento ed i topi passeggiano liberamente per le vie del centro (guarda video). Il quartiere di Costantinopoli, oggetto della grande progettualità costata ai sorani 500mila euro di debiti, è diventato qualcosa di inguardabile. Il campo da golf è una selva oscura (vedi foto del post fb) mentre la
villetta è stata trasformata in una pista di atterraggio per gli elicotteri, tutta cemento e senza alberi. Se i pochi lavori messi in campo sono una catastrofe (dove andranno a sedersi i residenti di Costantinopoli per prendere un po’ di fresco e scambiare due chiacchiere? Dove giocheranno i bambini della zona?), le decisioni prese da un punto di vista amministrativo non vanno certo meglio. Per sopperire all’editoriale di domenica scorsa (leggi qui) ed alle gravi mancanze denunciate, De Donatis conferisce alla nuova segretaria (dovrebbe essere la numero 6, considerando i 2 a scavalco!!!) la nomina di Responsabile all’Anticorruzione senza considerare che la stessa dottoressa Riccio detiene ad interim anche la dirigenza dell’Ufficio Contratti e che i due ruoli sono incompatibili.
Perché se per gli altri incarichi ricoperti è corretto parlare di “opportunità” (il gruppo di governo De Donatis non conosce neanche il significato di questa parola!), quando si parla di contratti il discorso è diverso e tanto. Ma a chi importa cosa dice la legge? De Donatis, tanto preciso e rispettoso paladino della norma quando era in opposizione, ha acquisito una visione totalmente diversa ora che si trova ad amministrare.
Ci troviamo di fronte a Dr. Jekyll e Mr. Hyde che, adesso statista di opportunità e adesso ballerino di danza classica, bandisce la legge e crea una repubblica a se stante, dove la regola non c’è o scompare quando non fa comodo. Così nel silenzio dell’incapacità più assordante e mai potuta immaginare, scompare di fatto anche l’URP. L’impegno e l’abnegazione continuano ad essere arrotate con l’obiettivo di distruzione più assoluta che, a ben guardare, appare un piano perfettamente architettato per far diventare lecito tutto ed il contrario di tutto. Inutili le tante lettere scritte dai funzionari apicali per tutelarsi dallo sfacelo generale ereditato o da una situazione che rischia di precipitare in ogni momento. I big di governo non le considerano proprio! Voci indiscrete di palazzo giurano che si sta procedendo con la pesatura retroattiva delle PO (agli amici si deve elargire un’indennità più alta) senza che precedentemente sia stato conferito né il PEG di riferimento né il personale.
Perché tutta questa fretta? Chi si deve accontentare? Per chi sono sotto ricatto e per quale motivo?
Domande a cui non è dato conoscere risposta anche se le indennità assegnate parleranno chiaro e diranno tutto quello che oggi nessuno ha il coraggio di dire, perché di fatto non avendo a disposizione strumenti di valutazione oggettivi e rispettosi del regolamento, le pesature saranno di certo date ad personam.
Allo sfacelo si unisce altro sfacelo e diventano provvidenziali anche i mal di pancia del dirigente che servirebbero a non mettere delle firme. Tanto in comune si festeggia a birra e patatine alle 10 di mattina, giusto per dare il buon esempio e per mostrare lo spessore posseduto
Questa è la vera fotografia di Sora a meno di un anno dalle elezioni del 2021. Questa è l’operato di De Donatis, della Paolacci, di Baratta, di Caschera, di Bruni, di Mosticone, di Lecce e di tutti gli yes-man chiamati ad alzare la mano in consiglio comunale (patetico e fuori dal contesto reale l’articolo di Coletta!). Questo è ciò che ha fatto e continua a fare il peggiore gruppo di governo mai visto. Questo è ciò che esso lascia a Sora. Questo è la capacità dimostrata per cui i soggetti sopra elencati si ripropongono alle elezioni con tanta arroganza. La parola al popolo che, questa volta cosciente di chi ha di fronte, sarà artefice del proprio destino. Sora, con l’inganno, è stata ridotta in polvere, ai sorani il compito di ribaltare la situazione e ripartire in modo giusto per tornare a volare, nella consapevolezza che tanto impegno e tempo ci vorrà per ricostruire ciò che è stato distrutto. Per riordinare ciò che è stato volutamente messo in disordine. Per creare amore dove oggi è stato seminato l’odio. Per ristabilire la legalità, la pari opportunità e la trasparenza dove oggi ci sono le tenebre. Forse con un sindaco diverso si capirà anche che fine hanno fatto i 45mila euro di lavori sulla pubblica illuminazione e di lampadine scomparsi nel nulla o ce lo spiegherà il consigliere Caschera? Ai posteri l’ardua sentenza… a noi non resta altro che aspettare.
Alessandro Andrelli
