Il 14 settembre si torna a scuola, le linee guida per il ritorno tra i banchi sono pronte, ma non basta per tenere a bada la pandemia e soprattutto il livello di preoccupazione di genitori, studenti e personale scolastico.
Il coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico Agostino Miozzo, in un’intervista rilasciata a Orizzonte Scuola, ha dato ulteriori spiegazioni riguardo alcune misure da adottare. La misurazione della temperatura degli studenti dovrà essere effettuata a casa, rilevarla in ambito scolastico avrebbe creato diversi problemi. Innanzitutto per la strumentazione che servirebbe affidare alle scuole, come per esempio un termoscanner e poi anche la responsabilità di chi monitora e verifica questo strumento. A scuola manca una figura quale può essere un infermiere e nel caso in cui uno studente avesse la temperatura alta, come comportarsi? “Non si può prendere un collaboratore scolastico e gli si chiede di fare un altro mestiere assumendosi oltretutto responsabilità importanti.” Un altro problema evidenziato da Miozzo sarebbe l’assembramento che si verrebbe a creare all’ingresso. La misurazione verrebbe fatta per ogni singolo ragazzo, questo significa studenti in fila indiana impegnati in lunghe file. Per evitare problemi di ordine logistico, tecnico ed organizzativo è stato suggerito di dare alle famiglie la responsabilità di misurare la febbre. Per quanto riguarda invece la voce diffusa sull’inizio delle lezioni anche alle 7 del mattino, Miozzo smentisce. Un’ipotesi suggerita dal Comitato Tecnico Scientifico è quella di fornire un orario flessibile, soprattutto nelle scuole secondarie, per evitare l’affollamento in ingresso. Orario d’ingresso flessibile non significa però lezioni alle 7, significa mezz’ora in più o meno per evitare code agli ingressi. Il coordinatore del Comitato dà indicazioni anche sull’uso della mascherina dei docenti in classe. L’uso della mascherina è obbligatorio quando le persone si muovono ed entrano a contatto con altri. Il professore se mantiene due metri di distanza dal primo banco, può togliersi la mascherina. La deve mantenere quando cammina tra i banchi, quando va in corridoio o nelle aree comuni. E per gli alunni come funziona l’uso della mascherina? Le linee guida per il ritorno a scuola parlano di mascherine chirurgica o di comunità, da indossare per l’intera permanenza nei locali scolastici, salve le dovute eccezioni, come ad esempio durante l’attività fisica e la pausa pasto. Questa prescrizione riguarda gli studenti dai 6 anni in su. Per gli alunni più piccoli non è previsto l’obbligo, mentre per gli insegnanti della scuola dell’infanzia, si prevede l’uso di visiere leggere. Resta sottinteso e si legge sul testo delle linee guida che due settimane prima del rientro a scuola, verrà stabilito se sarà indispensabile utilizzare le mascherine durante le lezioni e la permanenza negli edifici scolastici, solo dopo aver verificato il quadro epidemiologico. Domenico Arcuri, commissario straordinario per far fronte all’emergenza Covid, è intervenuto sul rientro a scuola e l’esigenza di eseguire i test sierologici sul personale docente e non, prima del 14 settembre. La riapertura delle scuole ha spiegato Arcuri deve essere il primo e grande atto della normalità e della ripresa. Fare test a chi frequenta i plessi e fornire mascherine gratuite al personale e studenti, significa abbassare il livello di preoccupazione dei genitori e dei ragazzi. Anna Ammanniti
