(di Alessandro Andrelli) L’immagine della fontana di Piazza Garibaldi (foto in basso a destra e sinistra) è emblema di Sora, città a pezzi. Spenta, sporca e con massi rotti, abbandonati a terra da tempo immemore, rappresenta l’immagine di una cittadina, vittima indifesa ed inerme, di De Donatis e dei naufraghi della sua “scialuppa” che continuano, “con scorrerie piratesche”, a distruggere quel po’ che è rimasto.

Qualora non sia chiaro a tutti, è bene sottolineare che l’attuale maggioranza non risponde alla “mission del fare e del migliorare“, bensì a quella del distruggere e del disintegrare ciò che c’era e che con tanta fatica è stato fatto in passato. Attuale protagonista dell’ennesimo “giro della morte” (non si fa altro da fine giugno 2016) la Biblioteca comunale, che è chiamata duramente a soccombere, nonostante sia stata in passato un vanto per la città.
Incurante dell’Ordinanza del Presidente Zingaretti n. Z00041 per il riavvio anche dei Musei e delle Biblioteche della Regione Lazio (
leggi qui), “uno,

nessuno e centomila” De Donatis, sindaco di Sora, continuando a perseguire il suo obiettivo di distruzione, la tiene chiusa garantendo soltanto il prestito librario. Le ripercussioni economiche, che tale scelta ha sugli operatori presenti e costretti al part time, non interessano minimamente il primo cittadino che sembra aver dimenticato quello che “alcune” operatrici hanno fatto per lui, per la Paolacci e per la loro organizzazione sfasciata (baby-sitteraggio incluso).
De Donatis è troppo impegnato a premiare Gemmiti che, per le proprie ed infinite incapacità politiche, passerà presto dal ruolo di Assessore alla Cultura a quello di membro dello staff del sindaco (povera Sora!!!) per fare spazio a Coletta e mantenere garantita la retribuzione percepita (Gemmiti è di suo un altro reddito zero) a scapito dei sorani.
Per non parlare della destinazione e dell’utilizzo dei locali del Palazzo della Cultura!!! Per chi non lo sapesse, quando si spostò la Biblioteca da via Deci non ci si lasciò guidare dal caso. I nuovi locali del Palazzo della Cultura furono autorizzati nel rispetto delle regole e tutto fu sottoposto a parere della Soprintendenza e della Regione. Il trasloco non fu random, ma fu eseguito nel rispetto della legge.
Oggi il passato sembra fantascienza. Nell’attuale ottica di pazzia politica, stupido appare chi si è prodigato tanto per le norme e per poter accedere ai finanziamenti. L’arrivo di De Donatis crea a Sora una Repubblica a sé, senza leggi né regole. Così, nei locali Biblioteca, sembra spuntare per incanto dal nulla, e senza alcun atto a supporto, lo sportello decentrato dell’Ater e forse anche gli uffici del Suap. Il tutto mentre il sindaco cercherebbe di vendersi (queste sono le indiscrezioni che girano in città) il Palazzo degli Studi Simoncelli. Proprio lo stesso stabile su cui si è in procinto di realizzare opere per svariati milioni di euro finanziati sia al comune di Sora (Ernesto Tersigni sindaco) sia alla Provincia di Frosinone (Antonio Pompeo presidente). Se questo fosse vero, non si saprebbe cosa pensare. La peggiore amministrazione mai vista, continua a trarre forza dal caos, (voluto e studiato!!!) al fine di fare e consentIre di tutto e di più. Nella più completa disonestà politica, fatta di orticelli personali e di non amore per Sora, continuano a fare scalpore i roboanti annunci sulla stampa che gettano fumo negli occhi dei sorani. Accanto alla notizia del tanto sbandierato finanziamento di 7.400 euro ottenuto per l’estate sorana, ci si è dimenticato di precisare che tutti i comuni del Lazio hanno ottenuto il contributo regionale (
Eventi delle Meraviglie 2020). Vergogna, vergogna e vergogna!!!
De Donatis ed i suoi si arrogano meriti che non hanno e nascondono le mancanze a loro carico.
Quanti veri finanziamenti ha perso il Comune di Sora?
Il numero non è dato saperlo, di certo tantissimi. Affogati da un’incapacità dilagante, viene in mente quello che diceva un passaggio di Sofocle: è meglio fallire con onore piuttosto che avere successo con l’inganno.
Ma cos’è l’onore politico per coloro che attualmente stanno amministrando Sora?
Non sanno neanche di cosa si stia parlando, eppure si vogliono ricandidare!!! Uccidendosi tra loro in una guerra al potere, non hanno né dignità né parola politica. È il peggio del peggio e va cacciato a pedate, perché Sora deve tornare a volare. C’è necessità di competenza, di spessore, di interesse per la città. Si resta in attesa del 2021 con la speranza che i sorani sappiamo bene quello che c’è da fare. A casa De Donatis ed i suoi, perché oltre agli infiniti danni fatti nient’altro devono poter fare.
Alessandro Andrelli