Sei mesi fa ha perso il figlio di 20 anni, tutti i giorni si reca al cimitero per pregare il suo caro, ma nei momenti di acuta tristezza, quando non si sente molto bene, non ha nemmeno una panchina sulla quale sedersi e trovare pace fisica e interiore.
Nella parte nuova del cimitero di Anagni non ci sono le panchine. Il luogo è frequentato da tante persone che si recano per pregare i propri morti, il cimitero è un conforto per chi perde i propri cari. “Sono sei mesi che è morto mio figlio. Al cimitero non c’è nemmeno una panchina, quando non mi sento bene mi devo appoggiare alla recinzione. Mio padre non può mai venire a trovare il nipote perché la salita gli resta difficile e non può sedersi da nessuna parte. Non possiamo scendere giù con la macchina”. C’è chi si porta addirittura la sedia da casa. Una mamma l’altro giorno si è seduta a terra vicino alla tomba del figlio di 27 anni. Il cimitero necessita di panchine, soprattutto per le persone anziane che devono stare in piedi. Con le panchine potrebbero sedersi e stare più comodi durante la visita ai propri cari. Una panchina non è niente rispetto all’immenso dolore per un caro perso. Anna Ammanniti
