I primi due casi accertati di Coronavirus in Italia furono due turisti cinesi. La coppia alloggiava in un albergo del centro storico di Roma quando ebbero i primi sintomi, si ammalarono a fine gennaio. Il 20 aprile scorso, dopo 49 giorni di terapia intensiva e riabilitazione, furono dimessi.
Marito e moglie di 66 e 67 anni arrivavano dalla provincia di Wuhan per un tour italiano. Avevano visitato l’Italia del nord e il centro, il loro giro si interruppe per aver contratto il virus. Dopo essere stati dimessi dall’ospedale scrissero una lettera con la quale ringraziavano le strutture sanitarie che li avevano avuti in cura, salvando loro la vita. I loro ringraziamenti sono proseguiti con una donazione di 40 mila dollari all’Istituto Spallanzani per sostenere le attività di ricerca. L’assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato ha commentato così la notizia: “La scelta di fare una donazione a favore dell’Istituto Spallanzani è un atto di grande generosità e di riconoscenza. C’è un proverbio cinese che recita: ‘Chi torna da un viaggio non è mai la stessa persona che è partita’. Ecco il viaggio e la vicenda della coppia di Wuhan curata all’Istituto Spallanzani, che è un’eccellenza del nostro sistema sanitario regionale riconosciuta in tutto il mondo, e che sono stati il primo caso di positività in Italia, rimarrà impressa nella loro e nella nostra memoria. Voglio dunque rivolgere loro un ringraziamento e un invito a fare ritorno a Roma.” Anna Ammanniti
