Arrestato per rapina e lesioni, il giudice lo condanna ad un anno ed un mese di carcere.
I fatti che hanno trascinato alla sbarra un uomo di 30 anni residente nel capoluogo ciociaro, risalgono all’agosto dello scorso anno quando l’uomo con una pistola scacciacani aveva colpito al volto un 38enne per strappargli un ciondolo d’oro dal collo. Per tale motivo il trentenne era finito in carcere. Ma nella giornata di ieri l’avvocato Luigi Tozzi, difensore dell’imputato è riuscito a dimostrare che non c’era stata rapina in quanto quel ciondolo era di proprietà del suo assistito che lo aveva dato al 38enne per farsi dare del denaro. I patti erano che non appena avesse saldato il debito quest’ultimo avrebbe dovuto restituire il ciondolo. Ma così non era stato. Quando il frusinate si è recato davanti a colui che gli aveva prestato i soldi per riavere il ciondolo, questi gli aveva risposto che il denaro era stato riportato fuori i termini stabiliti, quindi dopo essersi ripreso i soldi si era tenuto anche il monile. Un comportamento che aveva esacerbato il trentenne al punto che aveva colpito l’uomo con una pistola scacciacani al volto strappandogli il ciondolo dal collo. Il giudice alla luce degli elementi portati in aula dal difensore ha derubricato il reato di rapina ( il PM aveva chiesto sei anni di carcere) ed ha lasciato in piedi soltanto quello delle lesioni. Per tale reato è stato condannato ad un anno ed un mese di reclusione. Mar.Ming.
