Hanno deposto codici e toghe dinanzi ai Palazzi di Giustizia affinchè anche i cittadini abbiano conoscenza della concreta situazione che vede la ‘giustizia sospesa’ dopo l’emergenza Coronavirus.

Oggi, venerdì 29 maggio, alle 12, davanti al tribunale di Cassino, tanti avvocati hanno aderito al flashmob organizzato in tutt’Italia. Tutto si è svolto nel rispetto delle disposizioni per il contenimento del contagio da Covid-19.
Gli avvocati lamentano una giustizia ferma da tempo. Hanno espresso preoccupazione per un ingolfamento in autunno, quando teoricamente si dovrà riprendere, e per una possibile recrudescenza. Vogliono essere partecipi di tutte le decisioni che si andranno a prendere a livello centrale. Spesso, sostengono, i vertici non si rendono conto delle problematiche materiali.

Perplessità sono state espresse sul processo da remoto in quanto, spiegano, è stato introdotto senza che i tribunali avessero le linee internet veloci, motivo per cui ci sono stati collegamenti non soddisfacenti. Si è parlato anche di processo scritto e dei suoi limiti.
Gli avvocati in sintesi denunciano una paralisi sostanziale. Vogliono riprendere a lavorare. Ritengono che il tribunale non sia un cluster più pericoloso di altre sedi.
Nel servizio video tutti i dettagli.