Il consigliere comunale di minoranza Nello Di Giulio del gruppo civico Anagni cambia Anagni ha presentato un’interrogazione al sindaco, riguardo un “obbrobrio” di struttura installata in via Bagno, una delle vie storiche ed importanti del centro storico anagnino.
Via Bagno già di per sé vive nello stato di abbandono totale, sporca, con erbacce e con un manto stradale discutibile. L’osceno box del gas va a mortificare ancora di più un luogo storico che invece necessiterebbe di maggiore attenzione, per cercare di conservare in maniera più attenta il lascito di tanta bellezza dei nostri antenati. La voluminosa cabina del gas, una struttura in metallo, due volte tanto un vecchio impianto che non era tanto invasivo quanto il nuovo per dimensioni e lucidità lamiera di acciaio ed aveva un impatto paesaggistico meno devastante, è stata installata a ridosso di uno dei tratti più conservati delle mura urbiche. Il complesso dell’antiche mura romane di Anagni (III, IV sec. a.C.) costituisce un bene culturale di assoluto valore sul piano storico ed identitario per la nostra città; che la loro realizzazione in opus quadratum ne conferisce particolare bellezza ed eleganza quale si addice alla “Dives Anagnia” raccontata nell’Eneide di Virgilio (I sec. a.C.); che nel corso dei secoli l’integrità della cinta muraria è stata più volte attaccata da azioni belliche e fenomeni di smottamento naturali; che dopo la grande opera di ricucitura dell’arch. GA. Dosi (Dosio), a seguito dal feroce “assedio degli spagnoli” del duca d’Alba, importanti interventi da inizio ‘800 ne hanno salvaguardato integrità in un lungo tratto del lato est che corre dai ruderi della Porta San Nicola e, dopo alcune proprietà private, si mostra di particolare bellezza nell’area dell’antica Porta del Trivio (accesso alla via Bagno) fino all’attuale scalinata del Parco della Rimembranza.
Nello Di Giulio ha chiesto al primo cittadino: “
In varie occasioni anche lei, sindaco, si è dichiarato impegnato a rimuovere quanto prima alcune brutture che offendono ancora tale tratto di mura, tra cui la ricorrente vegetazione infestante e residue impalcature di cantieri mai terminati. Considerato che raccordi di altre reti di pubblici servizi sono correttamente ricoperti e mimetizzati con pietra calcarea e che nessun’altra struttura metallica è stata mai collocata nel sito in questione, come si potrebbe intendere dalla lettura dell’Ordinanza in oggetto; che l’intrusione di tale corpo di metallo a vista è assolutamente in antitesi al contesto ambientale storico monumentale del luogo. Una manifesta oscenità nella bellezza del panorama urbano che si apre a chi percorre la strada di circonvallazione cittadina; così come una pessima sconvenienza nello scendere dalla monumentale via Bagno con le sue Sostruzioni Sillane (I e II sec a.C. ) e pareti in opus reticolatum in stato di buona conservazione; che l’intero Quartiere Bagno richiederebbe un’opportuna riqualificazione, attesi anche gli importanti rinvenimenti negli studi speleologici della “Anagni sotterranea” ed il pessimo stato del manto stradale. Tutto ciò premesso e considerato nella mia qualità di consigliere comunale del gruppo civico “Anagni cambia Anagni” sono a richiedere: quali studi ed ipotesi alternative sono state effettuate prima di rilasciare l’autorizzazione all’installazione dell’ingombrante struttura di metallo in un posto così inappropriato; chiaro impegno ad attivare iniziative affinché la ridetta struttura venga presto rimossa e, nelle more o in subordine di quanto sopra, vengano effettuati efficaci interventi volti a rimediare al grave impatto ambientale recuperando il naturale equilibrio cromatico dell’area?” Continua Di Giulio:
“L’inserimento di questi giorni è di una oscenità ambientale inaudita almeno fin quando non si provvede a rimediare con opportuni materiali, come suggerito da persone di adeguata competenza e laddove non si avesse avuto mai modo di conoscere per bene uno dei tanti centri storici di quell’Italia turistica a cui dovremmo saper guardare. Rimozione, rimodulazione, sistemazione sono le tre richieste di subordine su cui si chiede risposta al Sindaco in parallelo alla sistemazione della strada di via Bagno il cui manto di asfalto è in gran parte vistosamente compromesso. La rivalutazione del quartiere Bagno con interventi di ordinaria e straordinaria manutenzione è un’attesa di tutti i residenti e non solo.” Consapevoli di essere nel pieno di un’emergenza sanitaria mondiale, non è ammissibile pensare che una città debba andare per questo alla rovina.
“Bene evitare rischio di confusione tra l’emergenza sanitaria ed economica mondiale da pandemia e la struttura metallica in questione, seppur essa oscena ai piedi delle mura romane. L’impegno per ripartire come città contenendo il rischio contagio afferisce certamente agli organi comunali, alla politica, alle associazioni, ai cittadini. La rimodulazione della struttura metallica (atteso che lo spostamento è ipotesi dovuta ma, purtroppo, improbabile) andrebbe richiesta alla società di servizio rete gas che ha installato la cabina. Il Comune, nella fattispecie, dovrebbe solo essere attento che l’ambiente ed il paesaggio urbano non venga ulteriormente peggiorato dai diversi soggetti operativi, a vario titolo, nel centro urbano. Del resto il Comune ha adottato solo da una decina di anni un formale “Piano dell’ornato” a tutela del “borgo antico” i cui principi, è bene dirlo, non possono valere solo per il privato cittadino! Nulla di più è richiesto in questo caso al Comune, nessuna risorsa economica o organizzativa da sottrarre all’impegno anti Covid-19. Volendo ragionare, poi, in termini di rilancio della città dopo questa emergenza (siamo nella cosiddetta Fase 2) va fatto cenno che, se si avesse un po’ più conoscenza di politiche del turismo, sarebbe ben chiaro che sviluppare l’accoglienza e l’economia di una città a vocazione turistica presuppone la gestione almeno delle quattro fondamentali leve qualitative tra cui la “Qualità dell’estetica” alla quale fa riferimento la sostanza dell’interrogazione consiliare. Essa, infatti, partendo dal motivo occasionale dell’impresentabile box, richiama lo stato di generale abbandono del quartiere evidenziando la pessima condizione del manto stradale ed altri aspetti di ordinaria gestione. Qui, sui presupposti dello sviluppo economico nell’industria del turismo, il confronto ci porterebbe lontano ma se sì riuscisse ad avviarlo almeno in amministrazione comunale la città ci guadagnerebbe sicuramente ed il futuro potrebbe essere un po’ meno incerto per tutti i nostri concittadini. ” Anna Ammanniti