L’emergenza sanitaria Coronavirus ha stroncato l’Italia, dal punto di vista umano con quasi 30 mila morti e dal punto di vista economico e sociale.
L’economia è in ginocchio con diversi settori commerciali fermi da un paio di mesi, ma soprattutto con davanti una ripresa lenta e difficile. Per arginare la diffusione del virus il distanziamento sociale è un’arma essenziale, per le attività quindi la ripresa non sarà tanto rosea. Predisporre i locali per mantenere le distanze rappresenterà un costo aggiuntivo per gli esercenti, così come mantenere tutte le norme disposte per tutelarsi dal virus. Nei paesi limitrofi i Comuni si stanno attrezzando per organizzare al meglio la ripresa, alcune amministrazioni comunali hanno elargito contributi ai commercianti con le serrande abbassate da circa 60 giorni. Nella città dei papi la situazione è molto difficile. L’assenza totale dell’assessore al commercio è palese sotto gli occhi della città, non ha predisposto un piano, una disposizione con gli orari di apertura e chiusura delle attività che dal 4 maggio possono effettuare il servizio di asporto, non c’è all’orizzonte traccia di alcun programma di ripresa delle attività con iniziative e quant’altro per cercare di limitare la profonda crisi economica che sta colpendo alcune attività commerciali in particolare. Non sono state fissate riunioni con gli addetti ai lavori per sondare fino a che punto il Coronavirus e la crisi hanno scavato. L’assessore al Commercio non è vicino agli esercenti da quando è stato nominato, tanto è vero che troppi commercianti non sanno chi sia, ma questo è un momento storico per tutta l’umanità, un evento straordinario e gli esercenti hanno bisogno di sentire le istituzioni vicino. (foto web) Anna Ammanniti
