(di Alessandro Andrelli) Dopo tante ore di attesa, ha parlato attorno alle ore 19.40 il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Proroga fino al 3 maggio delle misure di restrizione e piccole variazioni nelle attività che possono riaprire. Poi un lungo sfogo sulla questione “Europa”, un violento attacco a Salvini e Meloni sulla questione MES e sulle variazioni economiche per gli italiani. Ci sarà un nuovo DPCM che continue alcune riaperture e lo sviluppo di uno studio per la “fase 2” per il quale ci saranno un gruppo di esperti che pianificherà la riorganizzazione del Paese.
“Proroghiamo le misure restrittive fino al 3 maggio, una decisione difficile ma necessaria di cui mi assumo tutte le responsabilità politiche. Manteniamo alta l’attenzione soprattutto ora che è Pasqua, “non possiamo vanificare gli sforzi sin qui fatti. Ci saranno piccole variazioni nelle attività che potranno riaprire: librerie, negozi di abbigliamento per bambini, cartolerie e la filiera per la silvicoltura, vale a dire la coltivazione e l’utilizzazione dei boschi. L’auspicio è che dopo il 3 maggio si possa ripartire con cautela e gradualità ma ripartire: dipenderà dai nostri sforzi. Il lavoro per la fase 2 è già partito, non possiamo aspettare che il virus sparisca dal nostro territorio. Servirà un programma articolato e organico su due pilastri: un gruppo di lavoro di esperti e il protocollo di sicurezza nei luoghi di lavoro. Prometto che se anche prima del 3 maggio si verificassero le condizioni, cercheremo di provvedere di conseguenza” ad aprire alcune attività produttive”. Sulla questione Europa, Conte aggiunge: “Le proposte dell’Eurogruppo sono un primo passo verso una risposta europea: Gualtieri ieri ha fatto un gran lavoro. Ma è un primo passo che l’Italia, e su questo siamo pienamente d’accordo con Gualtieri, giudica ancora insufficiente”. E poi l’affondo contro Salvini e Meloni: “Il Mes esiste dal 2012, non è stato istituito ieri o attivato la scorsa notte come falsamente e irresponsabilmente è stato dichiarato da Matteo Salvini e Giorgia Meloni. Questo governo non lavora col favore delle tenebre: guarda in faccia gli italiani e parla con chiarezza. Abbiamo bisogno di voi, di tutti i cittadini italiani. Le falsità, le menzogne ci fanno male, perché ci indeboliscono nella trattativa. La lotta per gli eurobond, la farò al Consiglio dell’Ue. Non firmerò nulla senza strumenti adeguati alla sfida al Coronavirus”, esclama a gran voce il Premier. “La proposta europea la valuto nel suo complesso nel Consiglio europeo: lottiamo per gli Eurobond. La risposta comune o è ambiziosa o non è, non abbiamo alternative. Non firmerò sino a quando non avrò un ventaglio di strumenti adeguato alla sfida che stiamo vivendo, che non riguarda l’Europa e tutti gli stati membri. Sono convinto che con la nostra tenacia e la forza della ragione riusciremo a convincere tutti”. Alessandro Andrelli
