(di Anna Ammanniti) La dott.ssa Serena Cerri, specialista in microbiologia e virologia, insieme a un suo collega aveva seguito l’infezione da Coronavirus quando si era sviluppata in Cina e avevano notato quanto fosse importante in un protocollo, dove venissero monitorati i pazienti con il tampone indicato dall’ OMS, inserire anche quelli che erano i test sierologici. La sierologia affiancata alla biologia molecolare da una completezza di quelli che sono i dati e dà la possibilità di avere uno studio epidemiologico completo.
Il 20 febbraio è scoppiata a Codogno l’infezione virale da Coronavirus e poi pian piano si è estesa in tutta Italia, portando malattia e morte. La dott.ssa Cerri spiega che è dimostrato che il 70% e addirittura l’Oms si spinge fino all’80% degli affetti da Coronavirus, sono asintomatici. L’errore che è stato fatto all’inizio è quello di credere che gli asintomatici fossero non infettivi. Questo ha dato al virus una corsia preferenziale e gli ha dato la possibilità di diffondersi senza problemi. Fare il tampone soltanto ai sintomatici lascia praticamente studiare solo una piccola porzione di pazienti affetti e il trend di infettività del virus non si abbasserà mai, “non arriveremo mai al famoso R0. Ho avuto questa intuizione perché avevo studiato quelle che erano le linee guida dei cinesi, già il 26 febbraio ho ordinato i primi kit. Ci sono stati dei problemi perché questi kit non sono stati subito inseriti in un protocollo e lo stanno iniziando a fare solo adesso, perché si sono resi conto di quanto possa essere importante lo studio dell’immunoglobulina e quindi degli anticorpi, non possiamo fare una ricerca diretta della patologia se studiamo soltanto il virus in maniera diretta, cioè facendo il tampone e trovare il virus. E’ importante anche capire quali sono gli anticorpi che produciamo, se le persone che sono asintomatiche hanno un diverso grado di infettività rispetto dai sintomatici ed è stato già dimostrato che la carica virale negli asintomatici è comunque molto alta.” La dott.ssa Serena Cerri con il suo Centro Salute Madonna delle Rose, situato nel piccolo paese di Piglio, ha anticipato tutti, è stata la prima in Italia a prevedere la possibilità di effettuare test sierologici. Già un mese fa, non potendo fare lo screening a tappeto a tutti, la dott.ssa aveva consigliato al sindaco Mario Felli di agire in difesa e sfruttare quelle che erano le indicazioni nazionali di mettere in isolamento tutta la popolazione, limitandone gli spostamenti e quindi di controllare gli operatori del COC con i test. Il sindaco Felli ha subito sposato la teoria della dott.ssa Cerri e sono stati fatti i controlli sierologici a tutti i componenti COC. Sono stati controllati tutti gli operatori liberi di circolare nel paese, quelli che potevano entrare ed uscire dalle case dei cittadini. Sono stati controllati per stanare eventuali asintomatici, che potevano essere vettori inconsapevoli del virus. Dopo di che sono stati circoscritti quelli che erano i casi positivi e sono state monitorate le persone che avevano avuto dei contatti con loro. Questa azione è stata fatta ai primi casi avuti al Piglio. La dott.ssa Cerri ha spiegato che il tampone è una ricerca diretta del virus, si effettua con la biologia molecolare e viene fatto solo nelle strutture autorizzate. Il test sierologico si fa con dei kit che consistono in un prelievo di sangue, con il quale vanno a vedere gli anticorpi che un paziente produce al momento in cui ha un’infezione virale. Si possono produrre due tipi di anticorpi immunoglobuline IgG IgM. Le immunoglobuline IgG sono quelle che in teoria rimangono nel tempo e lo studio di queste fornisce delle informazioni importanti su quella che potrà essere in futuro un’eventuale immunità. Sono informazioni dal punto di vista sierologico importantissime per cercare di capire se ha senso parlare di immunità di gregge o di vaccino. Per capire come fare un vaccino bisogna capire questo che tipo di immunoglobuline deve stimolare e soprattutto fare in modo che queste immunoglobuline permangano nel tempo. Con il test sierologico, per il momento solo qualitativo, non si è in grado con questo test di poter quantificare quanti anticorpi si producono, però si è in grado di capire se ci sono e si è anche in grado di capire, proprio perché ci sono queste due diverse classi di anticorpi, se un soggetto è venuto a contatto con il virus, l’ha passato e non se ne è accorto. “Se io faccio oggi un tampone a un paziente che per assurdo ha avuto una sintomatologia tre settimane fa da Coronavirus, il tampone gli viene negativo, non si vede e non si saprà mai che ha avuto il virus. Se gli faccio il test sierologico oggi, purtroppo solo qualitativo, ma stanno immettendo sul mercato anche dei test quantitativi che daranno informazioni molto più precise, io trovo un certo tipo di anticorpi, le immunoglobuline di tipo IgG che danno un’informazione importantissima: il paziente è stato affetto da Coronavirus e il virus è passato. Non si può parlare né di vaccino, né di immunità di gregge se non si studia la sierologia, è un passaggio obbligato. Stanno iniziando i test al nord Italia e piano piano li faranno in tutta Italia. Poter fare uno screening a tappeto adesso è importante per aver un giusto studio epidemiologico. Affiancare le informazioni che si possono avere dalla sierologia alla biologia molecolare, per avere una completezza di diagnosi.” Intanto ieri, come si apprende dalla Rai, il governatore della Lombardia Attilio Fontana ha annunciato che al San Matteo di Pavia è stato individuato un test sierologico molto affidabile che attraverso un prelievo di sangue consente di verificare chi ha sviluppato anticorpi al Coronavirus. Entro due settimane è attesa la certificazione CE,dopodiché partiranno i test sulla popolazione. A Piglio stanno avanti, già da un mese si è arrivati alla conclusione del San Matteo di Pavia, grazie alla dott.ssa Cerri. L’annuncio del governatore Fontana ha dato ulteriore credito e valore all’analisi della dott.ssa Serena Cerri che per prima in Italia ha avuto la giusta intuizione di affrontare il malefico virus associando all’esecuzione di tamponi in biologia molecolare i test sierologici per lo studio delle immunoglobuline. Anna Ammanniti
