Nella giornata di ieri il sindaco di Arpino aveva ufficializzato due ulteriori casi in Terra di Cicerone: contestualmente la comunità esprimeva la sua preoccupazione circa gli eventuali contatti, dei nuovi contagi, nei giorni antecedenti alla manifestazione della sintomatologia.
Entrambe le persone contagiate, madre e figlia poco più che adolescente, già nella serata di ieri erano state trasferite presso l’ospedale pediatrico Bambino Gesù-Palidoro. Dalle camere del nosocomio capitolino la signora ha lanciato un accorato appello alla cittadinanza «Se volete bene a voi stessi, alla vostra famiglia ed agli altri, state a casa, non uscite e rispettate tutte le disposizioni indicate per il contenimento epidemiologico». Una mamma asintomatica che mai avrebbe pensato di vivere in prima persona, lei e la sua famiglia, un’esperienza così drammatica; una donna attenta e scrupolosa, che dichiara di aver rispettato da sempre tutte le indicazioni dettate dal protocollo igienico, anche durante le isolate uscite, dovute a necessità impellenti. Nonostante le precauzioni, il virus è entrato in casa ed il dispiacere che più logora è vedere un figlio in ospedale, a dover affrontare questo maledetto virus, senza avere la certezza di una cura. Rispettate le misure, state a casa, uscite solo per necessità, evitate il contatto diretto con altre persone, mantenete le distanze di sicurezza anche sopra un metro, indossate sempre mascherina e guanti. Rallenta il numero dei contagi, cala il numero dei ricoverati in terapia intensiva, aumenta il numero dei guariti. Il trend certamente conforta, è la prova provata che le misure di contenimento adottate per contrastare la diffusione dell’infezione virale sono efficaci, funzionano. Intravedere la luce in fondo al tunnel grazie ai dati meno allarmanti di questi ultimi giorni non significa aver vinto la guerra: significa sicuramente essere sulla strada giusta, per cui è necessario stringere i denti e continuare ad attenersi rigorosamente alle disposizioni. È ancora presto per poter dire quando inizierà la “fase 2”: al momento l’Italia resta chiusa fino al 13 aprile. Il lento miglioramento non sia motivo di euforia, soprattutto alla vigilia della Santa Pasqua: non possiamo abbassare la guardia adesso. È necessario restare a casa, per non vanificare gli sforzi fatti fin’ora, per non rischiare di fare un tragico passo indietro, per non mettere in pericolo la salute dei nostri figli e quella della comunità. Sara Pacitto
