Sora – Effetto Coronavirus: distribuzione dei prodotti surgelati. Alcune precisazioni

Alessandro Andrelli
3 MIn Lettura
Nel pomeriggio di ieri abbiamo trattato la circostanza relativa alla distribuzione di prodotti surgelati, a cura dell’ufficio Servizi Sociali di Sora (leggi qui). Considerato quanto riportato nell’articolo, non sarebbe nemmeno necessario chiarire che lo scritto non intende screditare l’iniziativa ed i buoni propositi dei Servizi Sociali di Sora ne a chi ha effettuato la donazione di prodotti, ne a chi li ha forniti al Comune di Sora e che lavora nel volontariato con tanto impegno.

L’articolo ha dato voce all’indignazione dei cittadini interpellati, ai quali sono stati distribuiti prodotti prossimi alla scadenza (di vendita!) senza precisare la possibilità di consumare gli alimenti in questione in assoluta tranquillità (per almeno 30 giorni). In mancanza di puntuale comunicazione, diverse famiglie si sono sentite ulteriormente mortificate. Bisogna considerare che vivere in condizioni di disagio economico, essere costretti a chiedere l’aiuto delle Istituzioni per poter mettere qualcosa da mangiare sul tavolo, è frustrante ed avvilente: ricevere cibo in scadenza è stato percepito come un “piuttosto che buttarlo lo diamo a voi”. Esiste un regolamento che disciplina la prassi operativa della raccolta e distribuzione di alimenti ai fini della solidarietà sociale, validato dal Ministero della Salute ed in conformità delle disposizioni della Comunità Europea. I banchi alimentari sono organizzazioni no-profit che operano ai fini della beneficienza, recuperando eccedenze e derrate alimentari per ridistribuirle gratuitamente ad associazioni o enti che si occupano, appunto, di solidarietà sociale. In effetti, nel caso di prodotti surgelati è possibile distribuire derrate alimentari che abbiano raggiunto o superato il TMC, Termine Minimo di Conservazione, ovvero la dicitura “consumarsi preferibilmente entro…” o “da consumarsi preferibilmente entro la fine…”: questi alimenti possono essere consumati anche dopo 1-2 mesi, previa assenza di bruciature da freddo o cristalli di ghiaccio, facendo attenzione e rispettando le indicazioni di conservazione riportate sulla confezione, che deve risultare integra. È importante, anzitempo, garantire la catena del freddo, ovvero è necessario mantenere le relative temperature dal luogo di produzione a quello di distribuzione e somministrazione, per preservare la salubrità del prodotto ed evitare contaminazioni. Dopo quanto chiarito, non c’è spazio per alcun fraintendimento, non c’è spazio per alcuna strumentalizzazione. È inconfutabile che sia mancata, in virtù della circostanza, l’opportuna delicatezza e la comunicazione tra le parti implicate, fondamentale affinché non si creassero malintesi. Con l’occasione facciamo nuovamente un plauso all’azienda che ha fatto la donazione in assoluta conformità con la legge vigente, e alle varie associazione di volontariato che si sono occupate di fornire al Comune di Sora la spesa per tante famiglie bisognose. Sara Pacitto
Condividi questo articolo
Nessun commento