Sora – Coronavirus, un infermiere: “non ha senso nascondere i propri sintomi, è la cosa peggiore da fare”

Francesca Merolle
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Appello al buonsenso. Titola così il suo post Andrea Petricca infermiere del 118 ed ex amministratore della città di Sora. La sua riflessione nasce dell’esperienza giornaliera con le richieste di soccorso dei cittadini in questo periodo di coronavirus. In molti nasconderebbero i propri sintomi per timore esponendo così a rischio loro stessi e gli operatori del 118.

“Si sta verificando, in questi giorni, anche con una certa frequenza, che i cittadini chiamano il 118 per chiedere soccorso ma poi nascondono alcuni sintomi. Il personale arriva sul posto pensando di dover affrontare un tipo di soccorso e poi si trova davanti a persone che in base all’esame obiettivo ed ai sintomi riscontrati vanno classificate come sospetti positivi al COVID. Non ha senso nascondere i propri sintomi e soprattutto è la cosa peggiore da fare. L’infezione da Coronavirus è una patologia altamente contagiosa per cui ogni contatto non protetto espone al contagio. Non è ne una colpa ne può diventare motivo di vergogna essere ammalati di questo virus che per fortuna nell’80% dei casi non necessita ne di cure ne di ospedalizzazione. Spiegare i sintomi che si hanno agli operatori di centrale che rispondono al telefono (tra l’altro tutti infermieri) equivale a tutelare gli operatori che verranno a fare il soccorso. Contribuiamo tutti a sconfiggere questo virus, ammalarsi è normale nascondere i sintomi o vergognarsi della malattia è da incoscienti”. In quest’ottica riportiamo anche segnalazioni di foto e video fatti con i telefonini a persone che richiedono l’intervento del 118 e che spesso sono solo sospetti casi di Covid-19. La malattia non è una scelta né una vergogna. E’ invece deprecabile, oltre che un reato, diffondere questo tipo di materiale in cui spesso le persone interessate sono anche riconoscibili. FraM  
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