Tutto il personale sanitario in questo particolare momento sta facendo uno sforzo notevole e rischioso per provare a garantire le cure necessarie a tutti. Alle persone che hanno o potrebbero avere problemi con il coronavirus ma anche a chi, malauguratamente, avesse bisogno di un normale soccorso. Non mancano le carenze e alcune procedure finiscono per rallentare gli interventi. Abbiamo incontrato un operatore che ha espresso la sua opinione.
Cosa bisognerebbe modificare?
<Secondo noi i pazienti con sospetto coronavirus, giovani o comunque in grado di essere trasportati con automobile, dovrebbero essere accompagnati direttamente da un solo familiare che ha già avuto verosimilmente contatto con lo stesso, presso le tende del triage ,istituite al di fuori di ogni pronto soccorso>.
E a quel punto come sarebbe opportuno procedere?
<Una volta giunti presso il presidio dove c’è la tenda, il paziente resterebbe in auto mentre il familiare provvisto di mascherina contatterebbe il personale della tenda che provvederebbe a ricevere, con tutte le dovute precauzioni, il sospetto coronavirus>.
In questo modo cosa cambierebbe?
<Ciò consentirebbe di evitare il sovraccarico per i servizi di emergenza territoriali del 118 con un inutile dispendio personale e di mezzi, ambulanze in particolare>.
Sommessamente giriamo questi suggerimenti a chi di dovere nella speranza che possano risultare utili a superare questo momento.
V.V.
