Decine i detenuti che da almeno un’ora stanno battendo contro le inferriate delle finestre nel carcere di Cassino.
La rivolta scaturisce dal fatto che, a causa della diffusione del Corona Virus, sono stati bloccati gli accessi al penitenziario e quindi le visite previste per domani da parte dei familiari. Una decisione ritenuta ingiusta dai detenuti che, come accaduto oggi nel carcere di Frosinone, hanno dato vita alla protesta. Ang. Nic. Questa la nota del sindacato della polizia penitenziaria : Questa O.S. con il presente, vuole comunicare il gravissimo evento critico che si è verificato nella serata del 06/03/2019 all’interno di una sezione detentiva del carcere di Frosinone. Poco dopo le ore 18,00, un mezza dozzina di detenuti ristretti all’interno di una sezione, hanno iniziato una violenta protesta immotivata, lanciando fuori dalle proprie stanze detentive tutto ciò che era possibile e successivamente davano fuoco ad alcuni indumenti rendendo l’aria irrespirabile a causa del fumo. Solo grazie all’intervento dei pochissimi colleghi in servizio con a capo di essi i sottufficiali di turno e il Comandante del Reparto (rientrato immediatamente in Istituto). I poliziotti in servizio, dopo altre due ore di trattativa, dimostrando grandissima professionalità, abnegazione e spirito di sacrificio, sono riusciti a ripristinare l’ordine e la sicurezza all’interno del reparto, mettendo al sicuro la restante popolazione detenuta e gli stessi autori della protesta. Sono oramai anni che questa O.S. denuncia all’Amministrazione centrale la gravissima carenza di personale di polizia e il sovraffollamento di detenuti cui è soggetto l’istituto detentivo del capoluogo. Basti pensare che lo stesso Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, prevede per l’Istituto di Frosinone una pianta organica di almeno 300 unità di Polizia Penitenziaria, a fronte dei 200 presenti e la capienza massima di una popolazione detentiva di 450 detenuti, a fronte dei 600 presenti. Ad aggravare la situazione, estremamente a rischio per l’incolumità degli operatori della sicurezza e di tutti coloro che per le ragioni dei propri uffici hanno accesso nell’Istituto, negli ultimi giorni sta avendo il suo effetto negativo anche l’espandersi del virus epidemiologico COVID-19. È del tutto evidente l’abbandono a livello Centrale da parte dell’Amministrazione e politico nazionale, riguardante il sistema “carcere”, salvo alcune indicazioni del tutto generiche che invitano il personale a lavarsi insistentemente le mani. Sarebbe opportuno che la stessa Amministrazione si assumesse le proprie responsabilità, limitando in questo periodo, il più possibile gli accessi all’interno degli istituti penitenziari da parte di persone provenienti dall’esterno e dotando di strumenti idonei gli operatori a difesa dell’espandersi del virus. La situazione attuale, soprattutto all’interno dell’Istituto del capoluogo ciociaro e diventata esplosiva, ma nonostante tutto, il personale di POLIZIA PENITENZIARIA nel rispetto di tutte le norme, i regolamenti e con grande spirito di sacrificio e abnegazione al servizio, mettendo a grave rischio la propria incolumità fisica, continua a garantire l’ordine e la sicurezza all’interno dell’istituto di Frosinone e dell’intera nazione, MA PROBABILMENTE NESSUNO SE NE E’ MAI ACCORTO. Nota stampa a firma di Bruno Caprarelli Vice Segretario Regionale Lazio Si.N.A.P.Pe.
