Sora / Arpino – Preoccupazione per un giovane chiedente asilo con febbre alta, la ricostruzione

Alessandro Andrelli
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(di Sara Pacitto) Senza creare allarmismi sono stati comunque attimi di preoccupazione quelli vissuti nel pomeriggio di venerdì, quando un giovane originario del Bangladesh, richiedente asilo, ospite di una struttura ubicata appena fuori il centro di Arpino, è stato trasportato presso l’ospedale di Sora in quanto aveva febbre alta e difficoltà respiratorie. L’ambulanza del 118 che ha trasportato il ragazzo era stata scortata da una pattuglia del locale Commissariato.

Nonostante il nosocomio “Santissima Trinità” non abbia il reparto malattie infettive, gli operatori sanitari del Pronto Soccorso si sono immediatamente attivati per tutelare la salute pubblica: i pazienti presenti sono stati spostati in altri locali mentre il 35enne extracomunitario veniva assistito in una stanza personale, in isolamento. In virtù dei sintomi patologici, da subito i medici hanno ritenuto opportuno mettersi in contatto con l’ospedale capitolino “Spallanzani”: l’INMI ha escluso che possa trattarsi di coronavirus. Il ragazzo straniero ha inoltre confermato, pur avendo difficoltà con la lingua italiana, di non essersi trattenuto nei luoghi a rischio e di non aver avuto alcun contatto con persone provenienti dalle zone del nord Italia dove è maggiormente diffuso il contagio. Il giovane è stato trasferito presso l’ospedale “Spaziani” di Frosinone poco dopo le 11:00 di ieri mattina, sabato. E’ rimasto sotto osservazione e soggetto ad ulteriori accertamenti diagnostici. Una polmonite (si sta verificando però anche un’eventuale tubercolosi) quindi: scongiurata l’ipotesi dell’epidemia cinese, un doveroso plauso agli operatori sanitari del Pronto Soccorso di Sora ed ai medici che, con grande professionalità, hanno operato con la massima prudenza ed attenzione per preservare la pubblica salute. Un ringraziamento anche ai poliziotti del Commissariato di Sora che sono rimasti a disposizione, seguendo passo passo gli sviluppi della circostanza. Sara Pacitto
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