A Roma oltre 200 associazioni per chiedere al Presidente della Repubblica e al Governo misure per garantire più sicurezza. Il rispetto si attua con corsie dedicate, meno auto private in circolazione e un servizio più capillare di mezzi pubblici e soprattutto comportamenti più responsabili. Corteo dei familiari delle vittime, dei ciclisti e dei pedoni.
Doveroso, importante e necessario. Anche Fiab Frosinone ha preso parte alla manifestazione nazionale svoltasi domenica 23 febbraio a Roma contro la violenza stradale. Gli slogan sono stati “Rispettiamoci in strada. Insieme si può” e “Emergenza stradale. Basta morti in strada”. Hanno aderito oltre 200 associazioni, tra cui la Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta. La denuncia Al centro della manifestazione-denuncia una situazione non più tollerabile che vede un susseguirsi di incidenti con feriti e vittime. Impressionante e toccante il corteo dei familiari che hanno mostrato i numerosi volti delle persone care che non ci sono più. Il rispetto è dovuto in primis a loro e a tutti gli utenti delle strade, nessuno escluso, soprattutto a quelli deboli quali pedoni e ciclisti, che hanno partecipato in massa al corteo che si è snodato in via dei Fori Imperiali con lo scopo di smuovere le coscienze e le facoltà del Governo in tema di sicurezza stradale. L’appello Inoltrato un appello al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con il quale le associazioni firmatarie chiedono “un incontro urgente al fine di promuovere con ogni istituzione competente gli interventi utili per fronteggiare l’emergenza stradale che sta rendendo sempre più mortali e invivibili gli spazi pubblici viari del nostro amato Paese”. Le proposte Tra le proposte è contemplato l’ “avvio delle opere infrastrutturali per il ridisegno delle aree urbane con la diffusione delle aree pedonalizzate all’interno di città a disciplina generale 30 km/h, realizzazione e cura di spazi e passaggi pedonali, con particolare attenzione alla mobilità dei disabili e delle utenze scolastiche, in città e in ambito extraurbano e l’incentivazione delle modalità di trasporto leggere e sostenibili, la micromobilità e logistica elettrica, e disincentivo al mezzo privato ad alto impatto ecologico, urbano e lesivo. Per Fiab Frosinone occorre ripartire dal mezzo pubblico, meglio se ecologico, e dalla mobilità attiva come quella delle bici, pulita e più a misura d’uomo, come strategia per una prima demotorizzazione. Viene da sé che è necessario regolamentare il transito dei mezzi a motore e non, e dei pedoni evitando pericolose promiscuità e quindi è giunta l’ora di realizzare, laddove non ci sono, corsie riservate. Viene da sé anche l’adeguamento del Codice della Strada e delle relative sanzioni seguito da controlli non superficiali che fungano da deterrente anche con l’utilizzo di autovelox. Ma prima di ogni cosa è indispensabile rincominciare dall’educazione stradale che formi delle persone in grado di convivere civilmente e responsabilmente anche sulle strade attualmente dominate da un rischioso caos e da un’inciviltà dilagante. Velocità e distrazioni, dovute spesso all’uso del telefonino, sono tra le principali cause di incidenti.
