Nel pomeriggio di ieri, presso la sala convegni del Palazzo Boncompagni ad Arpino, si è tenuta una conferenza sull’argomento “Difenditi dalle Truffe”, un tema particolarmente attuale che riguarda ed interessa tutta la cittadinanza.

Un progetto organizzato dal Comando Provinciale dei Carabinieri di Frosinone, in collaborazione con la Camera di Commercio, che mira alla prevenzione ed all’informazione degli utenti, soprattutto le persone anziane ed i più giovani, i quali rientrano nelle fasce più sensibili, affinché sappiano “proteggersi” dalle trappole dei malintenzionati.
Il rapporto europeo sul crimine e sulla sicurezza ha evidenziato un tasso di sfiducia nell’operato delle forze di Polizia. Da qui l’esigenza di incontrare la comunità: la soddisfazione del cittadino è lo scopo dell’attività dei tutori dell’ordine; la centralità dell’utente viene realizzata anche attraverso la vicinanza e la “rassicurazione sociale”. Il Maggiore Valentino Iacovacci, comandante della Compagnia dei Carabinieri di Sora, relatore dell’evento, ha fornito consigli utili, che derivano dalla competenza e dall’esperienza professionale «Dobbiamo avere cura di certi dettagli, siamo noi i primi custodi della nostra privacy: è importante usare la piattaforme social con discrezione, evitare di postare foto che dimostrino gli ambienti in cui viviamo e

fornire informazioni personali. Al contrario, agevoleremmo i malintenzionati. Le banche, gli uffici postali, gli enti con i quali abbiamo sottoscritto regolare contratto non chiedono di inviar loro i nostri dati perché i nostri dati già li hanno, li abbiamo forniti al momento della stipula. Non affidatevi alle promozioni oppure agli omaggi che vengono dalla rete: nessuno regala niente, quando qualcosa ci viene proposta in maniera gratuita significa che la merce siamo noi. Diffidate dai “volontari” che chiedono soldi porta a porta o dai “funzionari” di aziende di servizi che bussano per riscuotere bollette in giacenza. Nei luoghi particolarmente affollati, mai tenere le borse aperte o i portafogli nelle tasche posteriori; attenzione alle persona che “sbadatamente” ci vengono addosso». Non è un invito a diffidare di chiunque, a prescindere, ma è importante, con i tempi che corrono, essere prudenti. La truffa è un reato istantaneo e di danno, purtroppo la pena è quasi inconsistente, l’arresto è condizionato dalle aggravanti: se il reato è reiterato o c’è pericolo di fuga o di inquinamento delle prove. Il capitano Iacovacci esorta «Il truffatore è il genio dei delinquenti, agisce in maniera subdola, facendo leva sull’interlocutore attraverso la pressione psicologica. Non abbiate timore di denunciare e non siate turbati, non è una vergogna essere raggirati. Oltretutto denunciare in maniera tempestiva, fornendo i dettagli, favorisce il lavoro delle forze dell’ordine». Relativamente ai furti in casa, l’argomento è stato approfondito con esempi di episodi recenti: l’auspicio è che, in un futuro prossimo, tutti i Comuni abbiano gli impianti di videosorveglianza. I Carabinieri ricordano che collegare il sistema di antifurto al 112 è un servizio gratuito per il cittadino: basta recarsi presso il locale comando, con il certificato dell’impianto rilasciato dalla ditta che lo ha istallato.

I cittadini hanno presenziato al dibattito con interesse e partecipazione. Presente anche il Maresciallo Tiziano Sbardella, comandate della stazione di Arpino, e l’Amministrazione Comunale. Il Sindaco, Renato Rea, rispondendo all’intervento di un utente, da avvocato ha voluto precisare «Le depenalizzazioni degli illeciti diventano incentivi a delinquere: il furto, ad esempio, non può essere a querela di parte ma, essendo un reato contro il patrimonio, si dovrebbe procedere d’ufficio. Spesso il delinquente trova, proprio nelle norme, le scappatoie che lo favoriscono e gli consentono di venirne fuori con poco. La giurisprudenza non aiuta le forze dell’ordine se manca la certezza della pena: sono necessarie leggi punitive e la garanzia che queste vengano applicate». Rea conclude «Prestate attenzione alle piattaforme social ed ai profili fasulli: spesso si appropriano delle foto altrui per creare account falsi, con i quali risalgono ed intercettano parenti ed amici del contatto originale per mettere in atto delle truffe».
Sara Pacitto