Anagni – Parcheggio Piscina: 2 milioni di euro per 10 posti e addio area verde

Anna Ammanniti
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Una delibera di Giunta pensata per trasformare ulteriormente l’area archeologica paesaggistica di Piscina: previsti circa dieci posti di auto in più per una spesa di 2 milioni di euro.

Anziché valorizzare il luogo dal punto di vista turistico, culturale e ambientale, colerà altro cemento sull’area verde di Piscina, parco ricco di storia custode degli Arcazzi, capolavoro architettonico. Le terme di Piscina sono state costruite nel I secolo d.C. dall’anagnino Fabio Valente, amico dell’imperatore Nerone, deturpate dai parcheggi già qualche decennio fa, stanno per essere ulteriormente mortificate per fare spazio a poco più di dieci posti auto, si stravolgerà l’intero parco spendendo la strabiliante somma di due milioni di euro. Il coordinamento Associazioni culturali della Città interviene sull’argomento attraverso la seguente nota stampa: “In un incontro congiunto tra associazioni culturali della città, è stato ribadito l’impegno per la salvaguardia e valorizzazione del Parco archeologico e paesaggistico di Piscina in linea con il vincolo di tutela “area di notevole interesse pubblico” come da Decreto del Ministro dei Beni Culturali e Ambientali del 4 marzo 1975 ai sensi dell’art. 1 della Lg. 29/06/1939 n. 1497. Le associazioni, nel richiamare tutte le osservazioni e proposte già avanzate con precedenti comunicati e pubbliche iniziative, bocciano senza appello la delibera di giunta n. 371 de 19 12 2019 (pubblicata il 28 01 2020) che sotto l’equivoco titolo di “Riqualificazione dell’Area archeologica degli Arcazzi e valorizzazione del parcheggio Piscina; approvazione del progetto di fattibilità tecnica economicanasconde un intervento assolutamente invasivo e rovinoso ignorando il valore storico e paesaggistico dell’area che priverebbe Anagni, tra l’altro, di un potenziale di sviluppo sociale, turistico ed economico ancora mai dovutamente attivato. Le associazioni hanno rilevato come il progetto approvato in Giunta risulti illustrato con sorprendente parzialità, esso è chiaramente in antitesi con un modello moderno di sviluppo urbano, mirato alla crescita della qualità della vita, infatti cancellerebbe per sempre una storica area verde cittadina e deturperebbe con strutture di ferro e cemento armato la naturale bellezza di un’area archeologica unica nel suo genere. Nell’analisi del rapporto costi/benefici derivante dall’esame della suddetta delibera emerge che, oltre ai suddetti costi storico – paesaggistici, un complessivo impegno finanziario di oltre due milioni di euro apporterebbe alla città non più di 10 posti macchina aggiuntivi a quelli attualmente utilizzati dai cittadini. Un magro risultato a fronte di un ulteriore indebitamento del comune con CDP  (Cassa  Depositi e Prestiti) che non risolverebbe affatto il bisogno di posti auto aggiuntivi per la città e che finirebbe per  precludere realizzazioni alternative di minor impatto ambientale, minor costo economico e, soprattutto, capaci di rispondere alle esigenze della città in un’ottica di rilancio dello sviluppo. Il percorso per una autentica valorizzazione della città deve essere ricercato in una attività dell’amministrazione mirata ad un rapido e progressivo nuovo utilizzo degli edifici pubblici da troppo tempo di fatto abbandonati. Ne citiamo alcuni: L’Auditorium, la Scuola media Vinciguerra, l’ex Istituto d’arte che non riesce a diventare un Museo e altri ancora. Ad essi va restituito il giusto decoro e una opportuna destinazione per concretizzare  con i fatti  la ambita valorizzazione della città. Le associazioni culturali invitano il Sindaco a sospendere l’operatività della delibera 371 ed aprire urgentemente la sua amministrazione al pubblico confronto cittadino.” Anna Ammanniti  

   
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