Focus – M5S a tutela delle donne: prevenire la violenza e non piangerle troppo tardi

Anna Ammanniti
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(di Anna Ammanniti) Nei casi di violenza tra le mura domestiche, generalmente la donna maltrattata per salvaguardare sé stessa ed eventuali figli minori è “costretta” a lasciare la propria casa per porre fine alla serie di brutalità perpetrate dal marito – compagno.

Si crea quindi una situazione in cui spesso la vittima è “costretta” a continuare a vivere nella violenza, perché nel caso contrario, senza altre soluzioni abitative a disposizione si ritroverebbe senza un tetto sulla testa lei stessa e i figli piccoli. Cosa hanno pensato quindi i deputati del Movimento 5 Stelle? Roberta Lombardi e Loreto Marcelli hanno presentato un atto di indirizzo in Regione Lazio, nel quale viene predisposto l’allontanamento d’urgenza dei maltrattanti e nel caso in cui non abbiano immediate abitazioni alternative alla propria, la possibilità di disporre di alloggi temporanei. Intanto il violento viene allontanato dalla vittima e dai figli. E’ stato immediato l’attacco dei consiglieri regionali di opposizione (Lega e Fratelli d’Italia) i quali hanno affermato in semplici parole che affidare una casa al marito che picchia la moglie è una follia. In Italia è entrata in vigore l’estate scorsa la legge 19 luglio 2019, n. 69 denominata “Codice Rosso”, sottoscritta anche dalla Lega, con la quale oltre al resto, saranno adottati più celermente eventuali provvedimenti di protezione delle vittime. Cosa si intende per adottare provvedimenti celeri se non anche quello di allontanare immediatamente l’”orco” dalle mura domestiche? Prevenire un femminicidio in un momento storico in cui sono state ammazzate sei donne in una settimana, è sicuramente meglio che riempire le pagine di cronaca con l’ennesimo omicidio. Tra l’altro nell’atto di indirizzo proposto dal Movimento 5 Stelle si parla di alloggi a spese dei maltrattanti e di CTM, centri che si occupano del trattamento dei maltrattanti per gli uomini che vogliono intraprendere un percorso di cambiamento. I deputati Roberta Lombardi e Loreto Marcelli smentiscono le affermazioni secondo cui esiste una proposta per assegnare una casa agli uomini che commettono violenza nei confronti del proprio partner per favorire questi ultimi. “Nulla di più falso! La nostra risoluzione sull’istituzione dei Centri di Trattamento dei soggetti Maltrattanti (CTM) invece prevede, coerentemente con quanto disposto dalle norme nazionali del ‘Codice Rosso’, l’allontanamento con urgenza degli uomini dall’abitazione familiare presso una sistemazione temporanea proprio per tutelare, con misure preventive, le donne vittime di violenze e gli eventuali figli minorenni, prima che sia troppo tardi ed avviare percorsi riabilitativi in un’ottica integrata all’interno di una più ampia Rete Regionale Antiviolenza. Spiace molto constatare come persino una proposta su una materia così delicata come la violenza sulle donne, e i relativi rischi sui figli coinvolti, diventi oggetto di becera e strumentale polemica politica invece che essere colta come un’opportunità di confronto e dialogo tra le varie forze politiche per un percorso di condivisione su cui, speravamo, potesse esserci una convergenza per trovare delle soluzioni concrete alla violenza sulle donne in un’ottica di prevenzione”.  Ci stupisce infatti un tale accanimento da parte dei consiglieri regionali, Daniele Giannini della Lega e di Chiara Colosimo di Fratelli d’Italia, che dicono di avere così a cuore i temi della legalità. In particolare siamo sorpresi dalla collega Colosimo, visto che la nella Regione Marche è stata approvata una proposta simile a firma della capogruppo FdI del suo stesso partito, Elena Leonardi, che prevede, proprio come la nostra risoluzione, l’istituzione dei CTM. Ci spiace constatare che evidentemente per alcune forze politiche esiste una insolita ‘geografia’ di ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Una scelta di cui dovranno rendere conto alle tante donne vittime di violenza”. Anna Ammanniti  
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