Frosinone – Effetto Coronavirus, in difficoltà le attività commerciali cinesi!

Alessandro Andrelli
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Effetto domino, un allarmismo quasi disarmante, tanta ignoranza e disinformazione. E’ quello che viene da pensare quando ci si rende conto che l’opinione pubblica, ormai facilmente influenzabile dai social network e dai media nazionali, ha utilizzato metodi discriminatori nei confronti della comunità cinese presente in Italia, e nello specifico nel capoluogo ciociaro.

I tanti negozi cinesi presenti sul territorio, si sono svuotati di clienti nelle ultime settimane, da quando il virus meglio noto come “Coronavirus” ha iniziato a fare vittime, in Cina, e è scattato il piano di prevenzione mondiale, e di riflesso anche in ogni città italiana. Negozi per la casa, con prodotti “made in China” hanno ridotto di oltre l’80% il proprio guadagno in queste giornate, con evidenti difficoltà per la comunità cinese, all’interno della quale ci sono spesso dipendenti di altre etnie che prestano il proprio servizio quotidianamente con regolare contratto. Situazione simile si è verificata anche nei ristoranti cinesi, dove spesso si mangia anche sushi giapponese, dove la clientela ha preferito non andare, per paura di chissà quale contagio. Premesso che il “Coronavirus” è stato scientificamente provato non si trasmette attraverso il cibo, moltissimi imprenditori cinesi, che hanno aperto negli anni ristoranti di cucina cinese si sono voluti coalizzare per ribadire un concetto molto chiaro, che accomuna poi l’integrazione stessa del popolo cinese in Italia e in Ciociaria: “I prodotti serviti nei ristoranti cinesi e di sushi giapponese sono prodotti realizzati in Italia, che hanno un controllo selettivo e molto severo da parte degli organi preposti”. In più il personale impiegato, nella quasi totalità dei casi, non torna in Cina da diversi mesi, sia per esigenze economiche, che per scelta di vita. Molti ristoranti hanno poi anche una forte integrazione sociale con altre etnie, perché spesso il personale impiegato è italiano e di origine occidentale. Purtroppo l’allarmismo di queste settimane rischia di mettere in ginocchio ulteriormente un settore molto sviluppato in Ciociaria, come quello della “comunità cinese”, una comunità che avrà anche le sue tradizioni e la propria cultura, ma che va rispettato, e verso il quale non bisogna nutrire alcun tipo di discriminazione, specialmente se frutto di scarsa informazione o profonda ignoranza. Alessandro Andrelli
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